bastioni 

Morto dopo la caduta scontro in aula tra i consulenti

ALGHERO. Le barriere in acciaio che componevano la ringhiera tra la Torre di Sulis e la Torre dei cani ai bastioni, su cui si poggiò – trovando la morte – Domenico Nurra a fine marzo di cinque anni...

ALGHERO. Le barriere in acciaio che componevano la ringhiera tra la Torre di Sulis e la Torre dei cani ai bastioni, su cui si poggiò – trovando la morte – Domenico Nurra a fine marzo di cinque anni fa non erano conformi alla legge. Ma la morte del pensionato di 71 anni, precipitato sulle rocce dopo un volo di almeno sei metri davanti agli occhi increduli della moglie e di alcuni amici, si verificò perché quella barriere erano marce, corrose dalla condensa dovuta alle intemperie e alla salsedine.

Lo ha spiegato ieri mattina in aula, durante il processo che si sta celebrando a Sassari, l’ingegner Marta Perra di Cagliari, consulente tecnico nominato dalla Procura della Repubblica per capire se vi fu negligenza da parte degli imputati.

Per la consulente del pubblico ministero Mario Leo ci fu probabilmente scarsa manutenzione da parte degli incaricati della società “Alghero InHouse” che si occupava delle verifiche per conto del Comune. Tesi che hanno provato a smontare i consulenti nominati da due degli imputati Guido Calzia (assistito dall’avvocato Edoardo Morette) e Giovanni Spanedda (difeso da Nicola Satta).

Insieme a loro devono difendersi dall’accusa di omicidio colposo
Gian Marco Saba, Antonio Maria Era (assistito da Sara Migliore), Luigi Altea (difeso dagli avvocati Sebastiano Chironi e Franco Luigi Satta), Gennaro Monte (assistito da Danilo Mattana) e Antonio Ferro (assistito dall’avvocato Antonello Pais). Prossima udienza il 17 ottobre. (l.f.)

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