Raid incendiario nel disco club di due sorelle romene

Cagliari, nuovo attentato nel quartiere di Stampace. Le titolari: «Ma noi non cediamo alle intimidazioni»

CAGLIARI. Da qualche tempo, il tranquillo quartiere di Stampace è diventato un bersaglio per attacchi incendiari a esercizi commerciali. Ieri pomeriggio, il terzo attentato a un locale, nell’arco di tre mesi. Bersaglio il Disco Club Mojito, al 214 di via Mameli, gestito da due sorelle di nazionalità romena, K.M., di 42 anni e Daniela Balan, di 56. Verso le 16, una telefonata ha avvertito i vigili del fuoco di un incendio davanti all’ingresso del nigth che si trova in un locale affacciato sul cortile interno di un condominio, di fronte alla nuova Mediateca. I malviventi, probabilmente due persone, hanno fatto filtrare del liquido infiammabile sotto la saracinesca di fronte al portone dell’ingresso, e hanno cosparso la parete sotto la finestra del bagno, poi hanno appiccato il fuoco. Le fiamme non si sono, per fortuna, propagate all’interno del locale, ma hanno danneggiato solo la parete esterna e deformato la serranda. Il fuoco è stato spento da una squadra dei vigili del fuoco che in poche decine di minuti hanno domato le fiamme. Subito dopo sono intervenuti i carabinieri che hanno sentito la titolare del locale e acquisito il cd registrato dalle telecamere.

Nel tardo pomeriggio, Daniela Balan, ripulisce la porta affumicata del locale e libera la rampa d’ingresso dai resti del fuoco, altre persone cercano di smontare la saracinesca fusa dal fuoco: «Questa sera apriamo lo stesso – dice con calma – siamo stranieri ma rispettiamo la legge e non ci faremo intimidire da nessuno. Mia sorella è in Sardegna da nove anni, in Italia da quindici, io sono arrivata tre anni fa. Lavoriamo onestamente e vogliamo continuare la nostra attività. Non abbiamo mai fatto del male e non vogliamo che lo facciano a noi. Nessuno ci ha mai fatto minacce o richieste di denaro – assicura –. Siamo state vittime, invece, di due furti nei nostri appartamenti e, a gennaio, qualcuno aveva già cercato di entrare nel locale. Su consiglio della polizia abbiamo sistemato delle telecamere nascoste. Ne abbiamo lasciato una terza in vista. Ieri, chi ha versato la benzina sotto la serranda ha girato la telecamera verso il muro, ma quella era finta».

I gestori del Mojito escludono di essere stati vittima di un possibile racket o che l’attentato di ieri sia una pressione per convincerli a lasciare il locale a qualcuno interessato ad acquisirlo e disposto a ricorrere a mezzi

criminali. L’attentato di ieri, sembra frutto più di vandalismo o di una qualche vendetta. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti, che sembrano escludere la presenza di un racket emergente nel quartiere, anche quella di una possibile ritorsione di ex dipendenti licenziati nei mesi scorsi.

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