Stoccolma, premio internazionale per l’innovazione alla guspinese Daniela Ducato

Nella motivazione dell’Euwiin International Awards le attività dell’imprenditrice definite «un esempio per il mondo»

GUSPINI. Nuovo riconoscimento internazionale nel campo della green economy per l’imprenditrice di Guspini Daniela Ducato, ideatrice e conduttrice delle imprese Edilana, Edilatte ed Edilterra e del distretto “La casa verde CO2.0”, che hanno fatto degli scarti della lana di pecora sarda e dei reflui della lavorazione del latte innovativi e apprezzati materiali isolanti per la bioedilizia e per la salute delle case e delle persone.

Selezionata per rappresentare l’Italia assieme all’ingegnere romana Anna Moreno, Daniela Ducato, che nel 2011 era stata riconosciuta e premiata come imprenditrice sarda dell’anno, ha trionfato nei giorni scorsi a Stoccolma al premio “Euwiin International Awards 2013”, concorso tra i più prestigiosi al mondo nel settore scientifico e tecnologico della innovazione verde. Erano 72 le finaliste presenti a Stoccolma in rappresentanza di tutte le na- zione eurpee.

La giuria internazionale ha ritenuto l’imprenditrice di Guspini come la migliore innovatrice nella categoria ‘ecofriendly’, con questa motivazione: “Daniela Ducato, ideatrice di Casa Verde CO2.0, è un esempio per il mondo. Ha creato i materiali per l’efficienza energetica carbon free e per l’edilizia verde più innovativi d’Europa, mettendo insieme tenacia, rigore scientifico, eccellenza tecnica, economia collaborativa, rispetto e valorizzazione dei paesaggi del mondo. Ha inoltre ideato opportunità collaborative e di economia in genere, riscrivendo regole nuove per la gestione sostenibile delle risosrse naturali e per rispettare meglio e sempre più il nostro pianeta e i suoi abitanti».

Daniela Ducato, felicissima per l’ennesimo riconoscimento alla sua innovativa attività nella bioedilizia, ha spiegato da dove sono arrivate le sue idee imprenditoriali: «Faccio prodotti ispirandomi ai materiali usati dagli uccelli per costruire i loro nidi. Architetture perfette, fatte di fibre animali, di terra, di paglia, tutto in armonia con madre terra. Per me innovare è come guardare con gli occhi di formica, andare a lezione dai colombi, copiare

dalle resistenti tane dei ricci. Perché la natura sa ascoltare, non spreca, non produce rifiuti, utilizza quanto le basta e niente di più. Dedico il premio alla mia terra, alla mia Sardegna devastata dalla recente alluvione con l’augurio che si possa risollevare presto». (Luciano Onnis)

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