La musica nasce dai colori e i bambini diventano compositori

Due app create da Nicola Fioravanti, musicista cultore di informatica e responsabile per l’Italia del metodo di Edward de Bono

CAGLIARI. Nicola Fioravanti ha 29 anni, è primo fagotto dell'orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, ma da un po' di tempo ha deciso di dare spazio a un'altra parte di sé: quella dell'informatico autodidatta che si è conquistato uno spazio da sviluppatore nel progetto F*EX nel Centro di Ricerca dell'Università di Stoccarda e che in un giorno fortunato della sua vita ha incontrato il pensiero del medico psicologo maltese Edward de Bono. Da questo si è lasciato conquistare fino a diventare il responsabile per l’Italia dei corsi on line autorizzati dallo stesso de Bono, che ha tra le altre cose è stato docente ad Harvard e tuttora è rappresentante per l’Innovazione nella Comunità Europea.

Cliccare il nome di Edward de Bono su Google è l'inizio di un viaggio che Fioravanti ha deciso di rendere agevole creando il portale ripensa.re dove il lettore si può immergere nelle opportunità del pensiero di Edward de Bono. "Pensare non è un talento, ma un abilità che si può e si deve sviluppare quotidianamente" scrive de Bono. Il “Pensiero laterale”, che è una parte del procedimento elaborato dal medico maltese, considera la molteplicità dei punti di vista per innescare un processo sistematico “che dà certamente origine a idee nuove”, sottolinea Fioravanti.

Una visita al portale svela che il “Pensiero laterale” di de Bono in Sardegna ha già trovato una casa: il Teatro lirico di Cagliari. “Il nuovo sovrintendente Mauro Meli ha subito capito che gli strumenti di pensiero di Edward de Bono potevano essere utilizzati per generare nuove idee in grado di cambiare i paradigmi del sistema Teatro”, dice Fioravanti.

In pochi mesi sono già nate due app per dispositivi mobili, tantangram e pipira, poi il progetto Co-Opera MediaLab (assieme a Sergio Benoni), uno spazio fisico per trasformare in realtà le idee di giovani professionisti, studenti, associazioni e imprese creative.

Sono cominciate anche due collaborazioni: con la facoltà di Architettura di Cagliari e con lo Ied (Istituto europeo di design), entrambi ospiteranno una giornata dedicata ad Edward de Bono, rispettivamente il 22 maggio e oggi 6 maggio, momenti fortemente voluti da Fioravanti “per diffondere la lezione del Maestro” perché non c’è limite ai campi di applicazione.

Al Teatro lirico l’uso di alcuni strumenti del Pensiero laterale ha prodotto le due app, tantangram e pipira, ideate da Fioravanti per il mondo dei bambini. Fioravanti si è chiesto come farli giocare con la musica per divertirli. Racconta: "Mi dissi che bisognava fare in modo che il bambino componesse senza utilizzare il sistema di notazione musicale comune. La musica può essere composta con forme e colori, non necessariamente con note". Ed ecco tantangram: un puzzle cinese, formato da sette piccoli tasselli che si mettono assieme in una svariata quantità di modi, ogni tassello ha un colore diverso e ad ogni tassello corrisponde un suono o una sequenza musicale prodotta da un singolo strumento. Così il bambino che mette assieme le forme compone musica con infinite soluzioni creative. Tsc Consulting, una società leader nell'ambito mobile, sta terminando lo sviluppo dell'app, disponibile per iOS ed Android già nelle prossime settimane. Ma non è finita: le composizioni più belle verranno poi suonate dall'orchestra del Teatro lirico di Cagliari, sotto la direzione del bimbo stesso, questa ulteriore porzione del progetto si chiama YouConduct.

La seconda app, pipira, offre un altro tipo di stimolo. Ancora una volta c'è un puzzle, ma i tasselli compongono riproduzioni di quadri celebri di epoche diverse: Torre di Babele di Pieter Brueghel, Notte stellata di Van Gogh (per citarne alcune). "Ad ogni quadro è associato un brano musicale dell'esatto periodo in cui il dipinto è stato creato - spiega Fioravanti - con pipira il bambino vede un quadro ed associa una musica e viceversa. Si stimola quindi la memoria visiva e musicale, ma si trasmette anche il concetto che ogni epoca produce arte in diverse forme e che esiste un rapporto tra le une e le altre e può essere interessante cercarlo. Ne sperimenteremo tante ancora, di app

e di invenzioni, qui al Teatro - conclude Fioravanti - ci sono spazi incredibili per imprese creative con laboratori che purtroppo non sono ancora utilizzabili..". Il Comune di Cagliari infatti, non ha ancora dato il via libera all’uso dei locali. Ma questa è un’altra storia. (a.s.)

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