«Ad Assemini più turismo e meno degrado»

L’appello della lista civica ViviAssemini, che critica l’operato della giunta Puddu

ASSEMINI. «Città turistica? No, grazie. Per ora aumentano solo tasse e discariche. Buste, immondizia, elettrodomestici, pneumatici, detriti. Sono questi i simboli di una periferia ulteriormente offesa nella sua naturale vocazione». È l’attacco del movimento civico ViviAssemini che non indugia a criticare la gestione della giunta Puddu. «In città – si legge nel documento della formazione, capeggiata da Gianluca Spada - dagli scarichi fognari nascono piante e fuoriesce una puzza insopportabile. I marciapiedi sono ricchi di deiezioni canine e di buste di immondizia che per giorni stazionano sotto il sole. Le strade sono sporche nonché crocevia di blatte e topi anche di grossa taglia. Questa è la cornice di Assemini, la città ad alto rischio idrogeologico ed uno dei primi dieci centri urbani dell’isola che prometteva sviluppo turistico». Nessun salto di qualità con la maggioranza grillina. «Ferma restando l’inciviltà imperdonabile dell’uomo, il compito di un’amministrazione comunale è quello di curare il decoro ed il rispetto dell’ambiente, urbano e periferico, con politiche chiare e attive – prosegue la nota di ViviAssemini - In questi giorni siamo stati sommersi da richieste d’intervento per sensibilizzare la Giunta pentastellata ad attivarsi con i mezzi di cui dispone. A distanza di quattordici mesi dall’insediamento della nuovo esecutivo, Assemini vive nell’inquinamento indotto dalle polveri della vecchia mineraria Silius così come dal cimitero industriale di Macchiareddu. È ai vertici della classifica delle aree più compromesse d’Italia. Se la crescita e lo sviluppo non possono prescindere dalla valorizzazione della biodiversità, ci chiediamo cosa stiano aspettando e cosa intendano fare». Da qui l’appello forte all’esecutivo. «Il Comitato Civico ViviAssemini invita l’amministrazione comunale – conclude il documento - ad ascoltare gli appelli dei cittadini e pensare ad

Assemini, ai suoi problemi ed alle sue opportunità, passando dalle promesse ai fatti. Non basta una giornata all’anno dedicata alla propaganda ecologista, ci vogliono progetti e programmi costruttivi. Siamo stanchi di pagare tasse che aumentano senza vedere risultati». (luciano pirroni)

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