Paziente deceduto, assolti in Cassazione i due psichiatri

Cagliari, si chiude la vicenda dell’ambulante Giuseppe Casu morto dopo sette giorni in ospedale trascorsi legato al letto e sotto sedativi

CAGLIARI. Gli psichiatri Giampaolo Turri e Maria Rosaria Cantone escono definitamente assolti dall’accusa di aver provocato la morte dell’ambulante Giuseppe Casu, legato a un letto dell’ospedale Santissima Trinità e deceduto dopo sette giorni di terapia a base di sedativi.

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della Procura generale di Cagliari contro la sentenza di assoluzione pronunciata dalla Corte d’Appello, l’imputazione era di omicidio colposo. Secondo i giudici il processo non ha dimostrato l’esistenza di un nesso di causalità fra l’uso dell’aloperidolo nel periodo di ricovero e contenzione del paziente e la morte di Casu, avvenuta il 22 giugno 2006, esattamente la tesi sostenuta dagli avvocati Massimo Ledda, Gianfranco Macciotta, Luigi Porcella e Guido Manca Bitti.

Il pg Michele Incani aveva chiesto la condanna a un anno e mezzo di reclusione e ha poi ricorso contro la sentenza di assoluzione. Per i giudici d’appello la morte dell'ambulante è stata certamente provocata "dalla condotta gravemente colposa degli imputati Turri e Cantone, ma l'impossibilità di stabilire le cause della morte per la sopravvenuta sparizione dei

reperti non consente di fare un collegamento di causa effetto tra la condotta colposa dei medici e l'evento". Al contrario per l’accusa sostenuta in primo grado dal pm Giangiacomo Pilia e in appello dal pg Michele Incani la prova del nesso di causalità c’era ed era nelle perizie medico-legali.

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