portovesme

Sbarco di terroristi all'Enel, ma è solo un'esercitazione

Operazione security, testata la capacità di reazione delle forze dell'ordine nell'ipotesi di un eventuale attacco alla centrale "Grazia Deledda"

PORTOSCUSO. Portovesme sotto attacco terroristico, con una minaccia portata alla banchina della centrale Enel. Una persona non identificata ha piazzato due ordigni, uno dei quali è deflagrato ed ha provocato un incendio, oltre ad un principio di inquinamento marino. Ma il pronto intervento delle forze militari, di sicurezza, portuali e sanitarie, ha evitato il peggio e bloccato la minaccia senza troppi affanni.

È il sunto dell'esercitazione complessa di security avvenuta ieri mattina a Portovesme, sotto il coordinamento della Guardia costiera e del comandante del porto Matteo Prantner, che ha visto coinvolti polizia di Stato di Carbonia e Cagliari (artificieri), Croce Azzurra di Portoscuso, il rimorchiatore Portovesme della Moby, Gruppo ormeggiatori di Portoscuso, corporazione piloti, società antinquinamento Seaport e vigili del fuoco di Carbonia.

All'arrivo di una chiamata sospetta al Circomare, è scattata la procedura prevista nei piani di sicurezza portuale e delle società coinvolte (Enel in questo caso), con l'avvio immediato di una serie di azioni per interdire l'area interessata, rilevare ed intercettare le minacce (umane e materiali), evitando, per quanto possibile, danni più o meno gravi al terminal ed ai suoi occupanti.

L'esercitazione, conclusasi positivamente ed osservata con curiosità da chi era presente, ha confermato

l'importanza di non abbassare la guardia in tema di security portuale, soprattutto in una struttura soggetta a traffici marittimi internazionali ed in cui opera una grande centrale elettrica (la “Grazia Deledda” dell'Enel) che fornisce energia al polo industriale ed a tutto il territorio.

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