Ruspe

Niente sospensiva, le case abusive vanno abbattute

Il Tar respinge la richiesta di due proprietari che hanno costruito nel cuore del parco di Molentargius

CAGLIARI. Due righe di motivazione che valgono una condanna. L'ordinanza di demolizione del Comune è stata adottata «su incarico dell'Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari per dare esecuzione all'ordine di demolizione disposto con la sentenza 13.01.1997 n. 77, confermata nei successivi gradi di giudizio». Insomma, per i giudici del Tar Sardegna non ci sono i margini per sospendere l'intervento delle ruspe a Molentargius, almeno per quanto riguarda la casa abusiva di Lazzarino Porcu (difeso dagli avvocato Eulo e Paolo Cotza).

L'altra metà della villetta, anch'essa abusiva secondo Comune e Procura, è invece di proprietà del fratello Giancarlo: a lui i giudici amministrativi avevano concesso una sospensiva cautelare il 10 dicembre, sino alla decisione nel merito del suo ricorso fissata per il 18 marzo. Decisione che, invece, non è arrivata oggi per Lazzarino con l'ordinanza firmata dal collegio presieduto da Francesco Scano (a latere Antonio Plaisant e Alessandro Maggio), nonostante i legali avessero dato battaglia, anche a causa della natura dei due edifici: fanno parte di un unico fabbricato e, almeno secondo il loro consulente tecnico, in caso di demolizione del primo si danneggerebbe irreparabilmente anche il secondo.

Ora dunque si riaccendono i motori delle ruspe a Medau su Cramu, nel cuore dell'oasi naturalistica e super-protetta di Molentargius, dove i due fabbricati sarebbero stati costruiti violando i rigidi vincoli che determinano l'inedificabilità all'interno del parco.

Scontato, a questo punto, un ricorso immediato al Consiglio di Stato, mentre anche la Procura affila le armi, pronta a nominare dei propri periti per verificare la possibilità di procedere ad una demolizione mirata della porzione di bifamiliare per la quale l'ordine non è stato sospeso.

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