processo

Metalli pesanti a Portovesme, la difesa: reati già prescritti

Gli amministratori della Portovesme srl accusati di  di aver abbandonato al loro destino le scorie attorno allo stabilimento.

Potrebbero essere già prescritti i reati legati al ritardo col quale gli amministratori della Portovesme srl accusati di aver avviato la bonifica dell'area industriale di Portovesme e di aver abbandonato al loro destino scorie di metalli pesanti attorno allo stabilimento.

L’hanno sostenuto ieri davanti al giudice Alessandra Angioni gli avvocati Massimo Melis e Leonardo Filippi, i difensori del manager Carlo Lolliri (72 anni) di Carbonia e del responsabile tecnico Aldo Zucca (62) di Gonnosfanadiga.

L'accusa sostenuta dal pm Daniele Caria è riferita al 2007 ma in base al principio che chi inquina paga, la Portovesme srl - che acquistò le aree già inquinate - sarebbe esente da rilievi penali. Il giudice ha aggiornato l’udienza al 20 febbraio, quando verrà comunicata la decisione del tribunale: il processo potrebbe andare avanti o chiudersi subito con una dichiarazione di non luogo a procedere.

Nel piazzale di fronte al palazzo di giustizia ancora una volta presenti i rappresentanti delle associazioni ambientaliste e cittadini di Portoscuso, che hanno contestato con forza l’ipotesi di archiviazione del procedimento. Rivolgendosi a un difensore degli imputati Angelo Cremone di Sardegna Pulita ha lanciato un’idea provocatoria: «La sfido a denunciarmi per diffamazione in modo tale che in un processo possa dimostrare la verità su quanto sta accadendo ed è accaduto nel nostro territorio.

Chiederò ai magistrati l'arresto di questi dirigenti responsabili dell'inquinamento e del disastro ambientale. Io vivo dove quello che si semina nasce avvelenato, non è possibile che la magistratura non intervenga. Le indagini fatte confermano che camminiamo su una terra avvelenata». (m.l)

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