Cagliari

Trenta comuni fuori da Abbanoa, nasce il Gasi

I sindaci che aderiscono al comitato del no al gestore unico chiedono un immediato intervento legislativo che riapra le porte alla gestione diretta dell'acqua

CAGLIARI. Trenta comuni in fuga da Abbanoa, o meglio: non ne vogliono proprio sapere di stare sotto un unico gestore dell'acqua. Questa mattina a Cagliari sindaci e amministratori si sono riuniti per firmare l'atto costitutivo del Gasi (Gestioni autonome servizio idrico).

Nel mirino la legge regionale recentemente approvata che istituisce l'ente di governo dell'ambito unico territoriale sardo. Obiettivo: chiedere un immediato intervento legislativo che consenta di andare avanti con le gestioni dirette.

«La legge nazionale - ha spiegato Giovanni Ruggeri, consulente del neonato Comitato del no - consente qualche deroga. Ma la porta aperta dalla normativa ora viene chiusa dalla legge regionale. Tutte le altre Regioni, eccetto la Puglia, hanno fatto scelte diverse. Pensiamo a un consorzio di comuni che non vogliono stare sotto Abbanoa».

Fra i centri che hanno aderito anche Domusnovas, sceso più volte in piazza, con il sindaco Angelo Deidda in testa, e Fluminimaggiore: «Gestiamo autonomamente l'acqua - ha detto il sindaco di quest'ultimo paese, Ferdinando Pellegrini - senza chiedere un centesimo alla Regione. Con Abbanoa salirebbero automaticamente tariffe e costi per gli allacci: qualcuno potrebbe non farcela a sostenere le spese. Per questo ci impegneremo in una battaglia su tutti i fronti. Prontissimi, naturalmente,

a fare ricorso al Tar».

Una lotta che coinvolge tutta l'Isola dal nord al sud. Soprattutto piccoli centri che in questi anni hanno fatto quadrare i conti gestendo da soli la risorsa idrica. «Garantendo - ha aggiunto Pellegrini - anche servizi di pronto intervento entro le 24 ore».

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