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portovesme

Il lavoro che non c'è più, primo maggio davanti all'Alcoa

Cgil Cisl e Uil per celebrare il giorno dedicato ai lavoratori hanno scelto lo stabilimento dell'alluminio dove da oltre un presidio di lotta ne chiede la riapertura. Pranzo per tutti con carne di pecora e malloreddus

PORTOVESME. Primo maggio davanti ai cancelli dello stabilimento Alcoa di Portovesme per centinaia di lavoratori. E' questo, nel Sulcis Iglesiente, il luogo simbolo scelto dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, per celebrare il giorno dedicato ai lavoratori.

“Non è una festa, ma una giornata di lotta e rivendicazione del lavoro e insieme anche dei diritti”, hanno precisato i sindacati davanti allo stabilimento di alluminio dove , da oltre un anno, va avanti il presidio di lotta degli operai per chiedere la riapertura della fabbrica che occupa tra diretti e indotto oltre mille unità.

Davanti ai cancelli dell'Alcoa, i rappresentanti dei lavoratori hanno disposto gazebo e lunghe tavolate per consumare il pranzo (malloreddus e pecora) del primo maggio con gli operai e le loro famiglie.

Il comune di Portoscuso ha messo a disposizione il palco per la musica e durante tutto il pomeriggio sono stati organizzati dei giochi per i bambini. A Portovesme c'erano parlamentari, sindaci, consiglieri regionali del territorio che rappresenta l'emblema della crisi economica e della disoccupazione.

Tra una settimana dal presidio riprenderà la mobilitazione per il lavoro. “Basta con il lungo silenzio della politica, hanno detto gli operai, è ora di mettere in marcia la protesta per chiedere l'avvio di progetti, la riapertura delle fabbriche e nuove possibilità di sviluppo”.

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