Carloforte, Giovannino Biggio maestro d'ascia si spegne a 90 anni

Con lui, noto Vanino, muore il testimone di un tempo glorioso in cui sul mare andavano solo le barche di legno lavorato da abili mani. All'Expo era rimasto colpito dal perdurante uso di questo materiale antico ed era tornato dalla visita pieno di idee

CARLOFORTE. Aveva quasi raggiunto il traguardo dei novant'anni e voleva ancora costruire qualcosa di importante, in quel piccolo laboratorio che, per passione mai sopita, aveva ricavato nella sua casa di campagna isolana. Soprattutto dopo aver visitato l'Expo di Milano ed avendo visto cosa l'amata lavorazione artigianale del legno poteva ancora generare, affascinando l'interlocutore di turno con creazioni curate e straordinarie.

Ma un male improvviso ha stroncato questi desideri. Stamane, si è spento in ospedale Giovannino Biggio, il maestro d'ascia più anziano di Carloforte, a cui chiunque voleva cimentarsi nell'impresa di costruire scafi in legno, abbozzarne forme o più semplicemente eseguire delle manutenzioni importanti, si rivolgeva.

Vanino (come tutti lo conoscevano), era discendente di una generazione di maestri d'ascia, che hanno fatto grande Carloforte ai gloriosi tempi del fiorente mercato delle bilancelle e dei battelli, quando il metallo ancora non esisteva e chiunque volesse operare o trasportare qualcosa via mare, doveva necessariamente rivolgersi a loro ed alle abili mani che caratterizzavano quella stirpe andata di superlativi artigiani – costruttori, per la loro destrezza noti ben oltre i confini regionali.

Vanino, aveva appreso il mestiere dal nonno Giuseppe Michele “Nannin” e dal padre Angelo Biggio, operando nell'ex cantiere (ora c'è un ristorante) accanto all'istituto nautico. Seguendo l’evolversi dei tempi, nel dopoguerra realizzò barche per vari utilizzi, come il ketch Bambina di 11 metri, ed il battello Maestro d’ascia Angiulin, di 10 metri. Ha messo la firma in tante costruzioni navali in legno, dall'ultima barca costruita di sana pianta per la piccola pesca negli anni Novanta a Martilla, lancia plurivincitrice nelle regate di vela latina, elaborata insieme all'appassionato costruttore Antonello Aste. Entrambi, sempre nella campagna isolana, stavano ultimando un nuovo modello in legno tipo “schifetto carlofortino”, che spetterà ad Aste varare in suo onore.

Tra le ultime creazioni, con l'ex allievo (poi divenuto anch'egli maestro d'ascia) Tonino Sanna, ha sapientemente sistemato e trasformato in ambone la prua di una vecchia “bastarda” delle tonnara, che tutti possono ammirare nella chiesa di San Pietro

Apostolo. Ora, il testimone passa al figlio Angelo, maestro d'ascia insieme alla moglie operante sul fronte del porto carolino, a cui spetta l'alto onore di portare avanti una tradizione secolare legata ad un cognome importante per la storia della marineria e della cantieristica carlofortina.

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