Grande assemblea a Villaputzu contro il declassamento degli ospedali di Muravera e Isili

Continua la mobilitazione di ventotto Comuni del Sarrabus-Gerrei e del Sarcidano-Barbagia di Seulo. Appuntamento per il pomeriggio di sabato 28 nell'istituto comprensivo

VILLAPUTZU. Prosegue la mobilitazione nei 28 comuni del Sarrabus-Gerrei e del Sarcidano-Barbagia di Seulo in difesa degli ospedali San Marcellino di Muravera e San Giuseppe Calasanzio di Isili  che secondo il riordino della rete  regionale sono stati declassati da presidi ospedalieri di base a presidi ospedalieri di zona disagiata.

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Una assemblea dibattito organizzata dall’associazione obiettivo sanità Sardegna onlus e dal movimento salviamo l’ospedale San Marcellino  si svolgerà alle 16 di domani, sabato 28, a Villaputzu nella sala polifunzionale della scuola primaria dell’istituto comprensivo.

E’ attesa una grande adesione. Alla riunione parteciperanno tra gli altri i sindaci dei territori che  riunitisi il 16 novembre nella sala consiliare del Comune di  Escalaplano hanno approvato un documento unitario con cui esprimono la netta contrarietà al  declassamento e chiedono il potenziamento della medicina territoriale  con l’estensione delle attività nei poliambulatori esistenti o nelle conclamate “case della salute”  e negli ambulatori comunali di modo che venga realizzata in concreto una capillare ed efficace attività di prevenzione e cura.

In particolare per i due presidi sanitari  i 28 sindaci  hanno chiesto il mantenimento delle attuali caratteristiche e dotazioni: pronto soccorso, medicina generale, chirurgia ordinaria e d’urgenza, oncologia, specialistica ambulatoriale, anestesia, laboratorio analisi, radiologia, dialisi, diabetologia, fisiatria e reumatologia.

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Sia nell’ospedale di Muravera sia in quello di Isili recentemente sono stati fatti importanti interventi di riqualificazione con ingenti investimenti di fondi pubblici. In entrambi  è possibile, con le necessarie dotazioni anche in termini di risorse umane, offrire servizi sanitari in linea con i criteri di sicurezza, adeguatezza e appropriatezza delle cure.

«Il programma di riorganizzazione - sostengono i sindaci - risulta estremamente incentrato a favore dell’area metropolitana di Cagliari, nonché di poche altre aree forti della nostra regione e, in ragione di questo, non in grado di garantire equità nella distribuzione dei servizi sanitari sul territorio regionale, con la conseguente disparità di trattamento fra cittadini di aree diverse sulla possibilità di accedere e fruire delle prestazioni sanitarie offerte dal sistema pubblico».

Ai due ospedali fanno riferimento anche una parte delle popolazioni di diversi  paesi dell’Ogliastra, della Trexenta, dell’alta Marmilla e del Basso Mandrolisai i cui amministratori hanno dichiarato la disponibilità a sostenere la rivendicazione.

La battaglia è anche sostenuta dall’Anci Sardegna. I sindaci del Sarrabus-Gerrei e Sarcidano-Barbagia di Seulo sottolineano che stanno rivendicando l’essenziale e  non escludono, di fronte all’indifferenza della Regione, la possibilità di organizzare una grande manifestazione di protesta e di proposta  che abbracci tutti i territori interessati da problemi analoghi, anche convocando i rispettivi consigli comunali a Cagliari, coinvolgendo i cittadini e i comitati e le associazioni che già si adoperano in difesa degli ospedali di Muravera e Isili e per una sanità a misura d’uomo.

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