Cagliari, truffa sull'energia: sequestrate due centrali di biogas, 9 indagati

Blitz a Guspini e Decimoputzu del nucleo investigativo provinciale del Corpo forestale e dei militari del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza. Agli amministratori della società Agrifera bloccati beni per equivalente fino a 8 milioni di euro

GUSPINI. Due impianti per la produzione di biogas, a Guspini e Decimoputzu, sono stati posti sotto sequestro dal Nucleo investigativo di Cagliari del Corpo forestale e dal Gico della Guardia di finanza su disposizione del gip del tribunale di Cagliari Giovanni Massidda nell’ambito della operazione denominata “Terra Nostra”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Cagliari.

Assieme ai due impianti, entrambi della società “Agricola Agrifera”, con sede a Milano, operante nel campo delle energie rinnovabili, sono stati sequestrati tutti i beni riconducibili agli amministratori della società. Nel provvedimento della magistratura rientra, in quanto ritenuta complice, anche la società “Bioenergy” di Guspini. Complessivamente nel registro degli indagati figurano nove persone.

I reati contestati dal gip sono quelli di truffa aggravata, raccolta, trasporto e smaltimento illecito di rifiuti, nonché reati edilizi perché le due centrali sarebbero state realizzate nelle zone agricole E comprese nei piani urbanistici dei comuni di Guspini e di Decimoputzu. Nel provvedimento si ipotizza anche il reato di disastro ambientale.

Le indagini erano state avviate dai Forestali e dalle Fiamme gialle a seguito di esposti presentati da comitati di cittadini fortemente preoccupati per le due centrali realizzate in aree ad esclusiva caratterizzazione agropastorale.

Secondo i progetti presentati dalla “Agricola Agrifera”, azienda del gruppo Fera specializzato in campo nazionale nella produzione di energia da fonte rinnovabile, i prodotti di biomassa per alimentare le due centrali sarebbero dovuti provenire dalla coltivazione di terreni agricoli nelle campagne dei due comuni campidanesi.

Le indagini

degli inquirenti hanno però fatto emergere presunte irregolarità nelle autorizzazioni amministrative rilasciate e delle relative contribuzioni di denaro pubblico per un ammontare di 8 milioni di euro, importo equivalente ai beni sequestrati agli amministratori della Agricola Agrifera.

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