Flashmob per difendere il museo del bisso a Carloforte

La petizione lanciata da Mariagrazia Cucinotta ha già raccolto 10mila firme

CAGLIARI. «Nessuno tocchi il Museo del Bisso». Sotto questo slogan un centinaio di persone si sono riunite questo pomeriggio nella piazzetta antistante il Museo di Chiara Vigo a Sant'Antioco, nel Sulcis. Il flash mob durato circa mezzora è stato organizzato da un Comitato spontaneo che riunisce il gruppo Facebook Nessuno Tocchi il Museo del Bisso, amici ed estimatori, per scongiurare la chiusura del Museo dopo il provvedimento di sgombero da parte del Comune per «motivi di sicurezza dell'impianto elettrico».

«Il Museo non deve chiudere. Chiediamo all'Amministrazione comunale di fare un passo indietro ed evitare che vada perduto un patrimonio unico al mondo, l'arte di Chiara Vigo, candidata Patrimonio Immateriale dell'Umanità all'Unesco», spiegano i partecipanti. Hanno intonato 'No potho reposarè, «perché la più famosa e tradizionale melodia sarda sia di auspicio per la salvaguardia di un'altra famosa e tradizionale nostra grande risorsa», sottolinea Fabrizio Steri, fondatore del gruppo «Nessuno Tocchi il Museo del Bisso».

Intanto hanno superato quota 10mila le firme della petizione lanciata da Mariagrazia Cucinotta su Change.org per chiedere di salvare l'arte millenaria dell'ultimo Maestro di Bisso Marino, la preziosissima seta del mare estratta dalla Pinna Nobilis, senza uccidere il mollusco e con una maestria 'sacrà trasmessa di tessitrice in tessitrice per secoli. Tra i firmatari

Sabina Guzzanti, Vladimir Luxuria, Mimmo Calopresti, Rossana Cingolani e tante altre personalità del mondo della cultura e dell'arte. Il 29 gennaio alle 16,30 in aula consiliare nel corso di un question time sindaco e Giunta risponderanno ai cittadini anche sul caso del Museo del Bisso. 

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