Arbus, detenuto in permesso premio torna in carcere con droga nell'intestino

L'uomo è stato scoperto dal cane Jasson dell'unità cinofila di Bad'e Carros, a Is Arenas per una serie di controlli all'interno della casa di reclusione

ARBUS. Al rientro da un permesso premio di qualche giorno, un detenuto della casa di reclusione di Is Arenas ha tentato di portare con se 35 dosi di marijuana rinchiuse in quattro ovuli di lattice nascondendoli nell'intestino con un inserimento per via anale.

Al momento del rientro in carcere è però incappato in un controllo occasionalmente già in atto nel carcere per il ritrovamento di sostanze stupefacenti, predisposto e attuato all'interno nella struttura di pena dal personale di polizia penitenziaria dell'istituto con l'apporto del reparto cinofili della casa circondariale di Badu'e Carros di Nuoro. Ed è stato proprio il pastore belga Jasson dell'unità antidroga a “fiutare” la presenza di stupefacenti addosso a G.F. P., detenuto sardo di 44 anni appena tornato da alcuni giorni di permesso premio.

Il recluso, davanti al cane che tenuto al guinzaglio dal suo istruttore lo annusava nervosamente, si è preoccupato di stare sempre con le spalle al muro per cercare di non esporre direttamente al fiuto del pastore belga il suo nascondiglio intimo. Accuratamente perquisito, il detenuto è sembrato inizialmente “pulito”. Ma anche gli agenti penitenziari hanno dimostrato nell'occasione un ottimo intuito e hanno chiesto al medico del carcere di visitare il recluso.

Nel tastare il suo basso ventre, il dottore ha ipotizzato la presenza di corpi estranei e disposto una visita radiologica da effettuarsi nell'ospedale di San Gavino. Vistosi ormai scoperto, il detenuto ha ammesso di avere inserito nell'intestino, poco prima di superare le sbarre della casa di reclusione e presentarsi agli agenti della guardiola, quattro ovuli di lattice contenenti le dosi di marijuana.

Dopo la confessione, è stato portato ugualmente in ospedale per un controllo medico e una induzione all'espulsione degli ovuli. Per lui è scattata una denuncia, come disposto dal magistrato, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

“Non è la prima volta che il reparto cinofilo

permette di ottenere questi risultati all'interno delle case di reclusione – ha commentato Sandro Atzeni, agente in servizio a Is Arenas e coordinatore regionale di Fp-Cgil Polizia Penitenziaria -, andrebbe sicuramente potenziato con l'inserimento di ulteriori unità”.

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