Spedizione punitiva anti-immigrati a Burcei: assalto alla casa alloggio

Il raduno è stato convocato via Whatsapp, devastati i locali che avrebbero dovuto accogliere una ventina di immigrati

BURCEI Attraverso WhatsApp si sono dati appuntamento sabato mattina. Obiettivo: dire no al possibile arrivo di una ventina di migranti che dovrebbero essere ospitati in una palazzina su due livelli nella centralissima via Roma. L’immobile appartiene all’imprenditore edile di Burcei Vittorio Zuncheddu che ha manifestato la disponibilità ad accogliere alcuni richiedenti asilo. Al passaparola hanno risposto oltre duecento persone, tutte unite dalla preoccupazione che l’arrivo “delle persone di colore” (come si legge nel messaggio) possa mettere a rischio la tranquillità del paese e “l’incolumità delle donne, dei bambini e degli anziani”. I manifestanti si sono riuniti di fronte alla palazzina bloccando il traffico nei due sensi di marcia.

La protesta. Nel mirino l’imprenditore, accusato di mettere a disposizione l’immobile non per fini umanitari ma per guadagnare. A un certo punto la manifestazione, sino a quel momento vivace ma pacifica e civile, è salita di tono. Un gruppo formato da una decina di persone non si è accontentato di protestare davanti alla palazzina e ha deciso di forzare la porta d’ingresso.

L’assalto. Il gruppetto è entrato nello stabile. Ed è iniziata la devastazione: distrutti i bagni, i vetri, le porte e gli arredi. I vandali si sono accaniti contro tutto ciò che incontravano nel loro cammino. L’obiettivo era mandare un segnale chiaro al proprietario dello stabile. All’esterno gli altri manifestanti hanno preso le distanze: non condividendo l’atto vandalico si sono allontanati in tutta fretta. Poco dopo anche gli autori del raid sono usciti dallo stabile. Ma prima di tornare a casa hanno scritto sulla serranda con vernice nera “pezzo di merda”. Altro messaggio inequivocabile all’imprenditore Vittorio Zuncheddu.

Le indagini. Sull’inquietante episodio indagano i carabinieri della stazione e del nucleo operativo della compagnia di Quartu Sant’Elena. I militari coordinati dal capitano Raffaele Cossu stanno cercando di individuare i promotori della manifestazione che era priva di autorizzazioni e soprattutto coloro che hanno compiuto gli atti vandalici. I carabinieri da sabato sino a ieri sera hanno convocato in caserma diverse persone. Sull’esito degli interrogatori viene mantenuto il più stretto riserbo. Ma secondo alcune indiscrezioni i militari avrebbero già identificato i promotori della manifestazione e gli autori degli atti vandalici che già questa mattina potrebbero essere denunciati a piede libero.

«Non siamo razzisti». La vicenda ha suscitato un grosso clamore in paese. «Condividendo le preoccupazioni comuni – dice un ex consigliere comunale che chiede di mantenere l’anonimato – ho partecipato alla manifestazione. Mi sono allontanato così come ha fatto la stragrande maggioranza dei partecipanti dopo che è stato preso d’assalto l’immobile. Non siamo razzisti. Burcei è una paese ospitale e solidale». Intanto il consigliere comunale Marcello Malloru ha chiesto al sindaco Giovanna Zuncheddu la convocazione straordinaria del Consiglio Comunale, per affrontare, con la popolazione, le tematiche relative ai possibili disagi derivanti dall’arrivo dei migranti.

«A mio avviso non possiamo esentarci dal contribuire alla risoluzione della grave emergenza dovuta all'arrivo dei migranti, ma non è giusto che la tranquillità di una comunità, possa essere messa in discussione a causa delle politiche fallimentari di accoglienza messa in atto dal governo regionale e nazionale. Per lo più senza il coinvolgimento delle popolazioni e delle amministrazioni locali».

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