Cagliari, bruciavano rifiuti in campagna e lungo la 554: otto denunce

Il Corpo forestale ha scoperto un giro di camionisti che smaltivano illecitamente elettrodomestici e pneumatici causando grave inquinamento all'ambiente

CAGLIARI. Rifiuti di ogni genere smaltiti e bruciati illecitamente, quasi sempre in campagna, raccolti da persone autorizzate al ritiro che dovrebbero conferire il materiale in discarica controllata. Il Corpo forestale, con le stazioni di Cagliari, Sinnai, Capoterra, Dolianova e Senorbì e il contributo del nucleo investigativo do polizia ambientale e forestale del comando del capoluogo, ha scoperto un sistema diffuso, legato anche alla microcriminalità, che approfitterebbe delle falle o di alcuni malfunzionamenti del sistema ufficiale di smaltimento per realizzare illeciti introiti e, soprattutto, per creare situazioni di inquinamento ambientale e conseguentemente allarme sociale.

Le indagini dei Forestali hanno portato alla denuncia di otto persone e al sequestro di tre camion e altrettante aree di discarica abusiva dove si incenerivano i rifiuti ritirati a domicilio o nelle attività commerciali, fra cui vecchi frigoriferi, televisori, pneumatici, batterie per auto e quant'altro.

Quattro degli otto denunciati erano specializzati anche nel recupero, attraverso la combustione a cielo aperto, delle componenti metalliche da cui poi ottenere fusioni appetibili come il rame.

Le persone denunciate sono di Cagliari, Quartu, Assemini, Uta e Guamaggiore. I Forestali hanno anche applicato sanzioni amministrative per oltre 18mila euro.

Le indagini sono scattate anche a seguito dei giganteschi falò e allo sprigionamento di sostanze combuste nocive avvenuti nell'hinterland di Cagliari a ridosso della statale 554 dove sono ubicati alcuni accampamenti rom.

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