Portoscuso, truffa all'Ue con fatture false: denunciato imprenditore dell'alluminio

Secondo la guardia di finanza, con la complicità dell'amministratore (anche lui denunciato) di un'azienda di Varese il titolare dell'impresa sarda ha percepito in maniera fraudolenta 1,2 milioni di euro

IGLESIAS. Un milione e 200mila euro truffati alla Unione europea da un'impresa di Portoscuso, operante nel settore alluminio, che ha utilizzato fatture per operazioni inesistenti emesse da una società compiacente della provincia di Varese. Il contributo richiesto dall'impresa ammonta a circa 2 milioni di euro, di cui 1 milione e 200 mila già percepiti. Un sistema truffaldino scoperto dalla Guardia di Finanza di Iglesias dopo accertamenti bancari e finanziari, analisi di bilancio e contabili, durati quasi un anno.

La frode tra la Sardegna e la Lombardia, secondo le fiamme gialle, ha visto coinvolti due imprenditori. Uno è l'amministratore unico dell'impresa di Portoscuso che ha richiesto e ottenuto indebitamente un contributo in conto capitale erogato dalla Regione Sardegna e cofinanziato dalla Unione europea, per mezzo di fatture inesistenti, negli anni 2011, 2012, 2013. L'altro imprenditore all'epoca dei fatti era l'amministratore unico della società nella provincia di Varese accusata dalla fiamme gialle di aver emesso fatture, per operazioni inesistenti, che hanno consentito al titolare della società di Portoscuso di ottenere il contributo e l'evasione

delll'imposta sul valore aggiunto.

La sede legale della società che opera a Portoscuso, in località Paringianu, è a Cagliari. Le fatture fasulle, secondo la finanza, riguardano macchinari per la lavorazione dell'alluminio che in realtà non risulta siano mai stati forniti.

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