Impianti solari a Gonnosfanadiga, sindaci e cittadini in corteo: "Guerra a oltranza"

Il mega impianto termondinamico autorizzato sulla testa dei residenti senza consultazioni viene respinto dalla comunità che vive del lavoro dei campi

GONNOSFANADIGA. Diverse centinaia di manifestanti provenienti da tutta l’isola per dire no al mega impianto solare termodinamico e salvare circa 300 ettari di fertile terreno a vocazione intensamente agricola.

Questa mattina 25 marzo 2017 nelle vie del paese, con epilogo nell'area dove si vorrebbe far nascere un’immensa copertura di pannelli fotovoltaici, il progetto della “Gonnosfanadiga Ltd” presentato dalla Energo Green (sede legale a Londra), è stato rispedito al mittente e anche al ministero dell'Ambiente che attraverso la Commissione nazionale di valutazione di impatto ambientale e senza prendere minimamente in considerazione la contrarietà espressa a più riprese da associazioni agricole e ambientaliste, comitati anti speculazioni termodinamiche, amministrazioni locali e Regione Sardegna, ha calato dall'alto un'autorizzazione che nessuno, nella zona di Gonnosfanadiga e Guspini in cui deve sorgere il parco termosolare da 55 Mw, intende accettare.

Vista l'aria di dura contestazione e di barricate che tira a Gonnosfanadiga, Guspini e dintorni, il primo ministro Paolo Gentiloni ha evocato a sé la pratica e assicurato che se ne occuperà personalmente, anche a seguito di una lettera di protesta inviatagli dal presidente della Regione, Francesco Pigliaru.

“Sarà guerra su tutti i fronti – ha preannunciato il sindaco di Gonnosfanadiga, Fausto Orrù -, siamo pronti a una nuova “Pratobello” (il riferimento è alla ribellione popolare che avvenne nel Nuorese quando negli anni Sessanta si intendeva istituire un poligono fisso di esercitazioni militari sottraendo le terre al pascolo). Qui l'impianto termodinamico non sorgerà mai e poi mai. La nostra economia è badata prevalentemente sull’agricoltura, l’industria fotovoltaica non ci interessa se fatta a discapito della nostra cultura agricola”.

La manifestazione, organizzata dalla consulta Ate (Ambiente Territorio Energia), costituita tra Comuni, comitati e associazioni per contrastare le speculazioni del territorio, ha avuto una partecipazione da tutta l'isola: in testa i comuni promotori di Gonnosfanadiga, Guspini, Sardara, Villanovaforru, Palmas Arborea, Decimoputzu (paese interessato da un altro mega progetto termodinamico solare), i comitati “No Megacentrali” (Guspini), Terra che ci appartiene (Gonnosfanadiga), No TrivelPaby (Pabillonis), Fuori dalle pale (Villanovaforru), Terrasana (Decimoputzu), Progetto Comune (Villacidro), No Trivelle Sardegna, Per la salute e la qualità della vita (Oristano), Pro Nosu a tutela del territorio (San Gavino).

Davanti al corteo, subito dopo lo striscione dell'organizzazione, una

decina di sindaci in fascia tricolore (compresi quelli di Pattada e di Fonni), i consiglieri regionali del territorio Rossella Pinna e Alessandro Collu, alcuni deputati sardi, assessori e consiglieri comunali del Campidano, Iglesiente, Oristanese e Nuorese.

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