Guasila, si rinnova l'antica tradizione della caccia alla giovenca

Venti scapoli hanno dato vita alla competizione, ostacolati da una decina di ammogliati

GUASILA. Alle prime luci del giorno si è svolta questa mattina (lunedì) nelle campagne di Guasila, in località “Pranu Paudu” la tradizionale caccia alla giovenca (sa cassa de s’acchiscedda) la cui origine risale alla notte dei tempi. Alla competizione, organizzata dai “cavalieri dell’Assunta” del paese della Trexenta, hanno partecipato 20 concorrenti a cavallo, tutti scapoli, (bagadius) che sono stati contrastati, disturbati, da una decina di ammogliati (coiaus). Secondo il regolamento la giovenca doveva essere catturata con il laccio solo mentre correva e a “corrus limpius”, a corna pulite.

I concorrenti sono stati benedetti,domenica pomeriggio, dal parroco don Alessandro Guiso al termine della vestizione dell’Assunta. La giovenca di proprietà di Roberto Lai, un allevatore di Siurgus Donigala, è stata catturata da Francesco Mascia, 31 anni, allevatore e commerciante di carni, che ha bissato l’impresa compiuta nel 2004, quando aveva appena 18 anni. Dopo la cattura la giovenca è stata issata su un carro trainato da un giogo di buoi, riempito di ramoscelli di mirto, simbolo di fecondità, così come i limoni conficcati nelle sue corna e in quelle dei buoi, che si è diretto a casa di Stefano Caredda, il priore della festa dell’Assunta, dove è stata lavata e addobbata (cuncodrada).

Sul collo dell’animale è stata messa una ghirlanda variopinta di fiori di carta, mentre sulla sua fronte è stato sistemato uno specchio con valore esorcistico (la tradizione sarda ci tramanda che il diavolo fugge vedendo la sua immagine riflessa). Al termine della bardatura si è formato un corteo preceduto dal priore e dagli obrieri seguiti da un fisarmonicista, dal carro trainato di buoi con la giovenca, dal vincitore e da tutti quelli che hanno partecipato alla gara

compresi 1 15 delimitatori del percorso residenti nei paesi del circondario che si è diretto verso la chiesa parrocchiale. Al vincitore, nominato scapolo dell’anno, è stata consegnata una canna fresca, simbolo di virilità, alla quale è stato legato un fazzoletto di seta, simbolo di vittoria.

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