Nurallao, un caso di buona sanità: "Rischiavo la sedia a rotelle e ora invece sto bene"

Una donna di 53 anni affetta da un grave problema alle gambe racconta del fortunato incontro con il medico specialista che l'ha operata con una metodica innovativa

NURALLAO. Un caso di buona sanità. Da più di tre anni aveva dolori atroci e camminava a fatica a causa di una patologia degenerativa cronica, l’artrosi. Si è rivolta a tre ortopedici che le hanno fatto la stessa diagnosi. L’unica soluzione era la protesi alle ginocchia che avrebbe però potuto fare solo dopo il cinquantacinquesimo anno di età.

Stefania Onnis, 53 anni di Nurallao, sino all’intervento sarebbe dovuta andare avanti con infiltrazioni e antidolorifici. “Ero preoccupatissima perché consapevole che mi aspettava una vita da invalida. Sarei finita, andando bene, col deambulatore e, se fosse andata male, sulla sedia a rotelle. Avevo le “ginocchia vare”, in poche parole avevo le gambe sempre più storte così tanto fino a vergognarmi di fare vita sociale, cosa per me vitale. Avevo troppa soggezione, camminavo in modo goffo, con una postura scorretta, e avevo sempre male alle ginocchia, al bacino e alla schiena”.

Stefania Onnis, molto battagliera, si è adoperata in tutti i modi possibili  per trovare un rimedio alternativo. “Attraverso internet, spiega la donna - ho fatto delle ricerche per appurare l’eventuale esistenza, oltre la protesi, di altre metodiche di chirurgia ortopedica. Fortunatamente ho trovato qualcuno in grado di poter risolvere i miei problemi .E’ il dottor Daniele Pili, un sardo, specializzato in ortopedia e traumatologia”.

La donna lo contatta telefonicamente e lo mette al corrente della sua situazione. “Il dottor Pili - racconta Stefania Onnis - mi ha rassicurato e mi ha fissato un appuntamento nel centro medico dove riceve una volta la settimana. La diagnosi è stata impietosa: ginocchia vare con deformità grave.” Stefania Onnis si è affidata ciecamente al dottor Pili peché ha avuto subito fiducia in lui.

”Sono stata operata a Cagliari -. Due mesi dopo l’artroscopia al ginocchio ho subito l’osteotomia sulla gamba destra per rimettere in asse la tibia.. Mi è stato poi applicato un fissatore circolare esterno computerizzato grazie al quale la gamba si è raddrizzata e non ho più dolore. Adesso non ho più il fissatore e ho ripreso a camminare. A giorni farò anche l’altra gamba. Non vedo l’ora. Il bello è che non avrò bisogno della protesi in futuro. Ora mi sento rinata .Ho ripreso a fare la vita sociale che avevo interrotto con l’aggravarsi del male”.

Daniele Pili, iscritto all’ordine dei medici inglesi, ha iniziato a specializzarsi in chirurgia ortopedica e traumatologia a Newport e Wakefield a sud di Leed. Successivamente ha lavorato a Peterborough nel Cambridgeshire dove ha operato con ortopedici che collaborano con l’università di Cambridge e con Martin Parker il rinomato chirurgo esperto nel trattamento della frattura dell’anca. Nel 2011 è stato selezionato dalla Siot (società italiana ortopedici traumatologici) per rappresentare l’Italia nella “Travelling Fellowship” di Londra. Lavora a stretto contatto con il professore

Maurizio Angelo Catagni di Lecco che gli ha insegnato le tecniche di fissazione esterna con i fissatori circolari di Ilizarov e con il quale pratica nella cittadina lombarda la chirurgia ricostruttiva, l’allungamento degli arti, il trattamento delle deformità e delle infezioni dell’osso.

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