Spara a due fratelli pastori: arrestato per tentato omicidio

Assemini, gregge entra nella proprietà privata dell'uomo che reagisce imbracciando il fucile

ASSEMINI Tentato omicidio nella sera di ieri 23 novembre nelle campagne fra Assemini e Decimomannu. Con questa accusa è finito in carcere Giovanni Mameli, 42 anni, di Assemini, incensurato. L’arrestato, imbracciato il proprio fucile, ha sparato due colpi ad altezza d’uomo all'indirizzo di due fratelli pastori che transitavano con i loro greggi in un terreno attiguo al suo. I due pastori con i loro animali si sono casualmente introdotti all’interno di un terreno di proprietà privata ed è stato a quel punto che Giovanni Mameli, che non è il proprietario del terreno (è di un vicino) si è rivolto ai due fratelli pastori intimandogli di andar via.

La discussione, dapprima solo verbale, è presto sfociata in una colluttazione vera e propria. Mameli, munito di un bastone, ha iniziato a colpire ripetutamente uno dei due pastori, salvato solo dal tempestivo intervento del fratello che riuscendo a colpire con un pugno l’aggressore sembrava lo avesse definitivamente convinto a desistere, vedendolo rientrare a casa. I due pastori a quel punto, convinti che la vicenda fosse conclusa, riprendevano il proprio lavoro; in realtà è proprio in quel momento che il reato più grave si è consumato.

Il fucile imbracciato dall'uomo...
Il fucile imbracciato dall'uomo arrestato per tentato omicidio

Mameli era tornato a casa solo per prendere il proprio fucile: imbracciata l’arma, avrebbe sparato due colpi ad altezza d’uomo indirizzati ai pastori. Soltanto la prontezza e la reattività dei due fratelli ha fatto sì che non vi fossero feriti. Con il rumore degli spari, alcuni passanti hanno contattato i militari della Stazione di Decimomannu che intervenuti sul posto, hanno avuto il delicato compito di ricostruire la scena. Da una perquisizione a carico dell’arrestato, una delle sei armi legittimamente detenute, era ancora calda e sporca di polvere da sparo.

A quel punto non vi erano più dubbi sulla natura degli “scoppi” uditi dai passanti; dal sopralluogo sulla scena del delitto poi, è emerso che su alcuni pali in legno e su dei muri di cinta, vi fossero dei segni compatibili con i pallettoni di un fucile da caccia, confermando che i colpi sparati non fossero in aria per avvertimento (come sostenuto dall’arrestato), ma ad altezza d’uomo per colpire i due pastori. Raccolti tutti gli elementi necessari, i carabinieri di Decimomannu hanno tratto in arresto Giovanni Mameli con l’accusa di tentato omicidio, sequestrando l’arma con cui ha sparatao. L’arrestato al momento si trova al carcere di Uta a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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