Si impicca in cella, inutili i tentativi di soccorrerlo

Il suicidio è avvenuto nella notte tra sabato e domenica 14 gennaio nel carcere di Uta

CAGLIARI. Si è tolto la vita impiccandosi in una cella del carcere di Uta, dove si trovava recluso. Un detenuto algerino di 42 anni si è suicidato nella notte tra sabato e domenica 14 gennaio. Lo rende noto il sindacato Fns Cisl. Il detenuto, da quanto si apprende, aveva problemi psichici.

«Uno dei maggiori problemi in carcere è proprio l'elevato numero di detenuti con disturbi di natura psicologica e psichiatrica e di tossicodipendenza, come quelli ristretti nel reparto Cagliari del penitenziario di Uta - sottolinea il segretario generale aggiunto del sindacato Giovanni Villa -. Il livello di assistenza sanitaria è assolutamente inadeguato».

Secondo il sindacalista questi detenuti sono i primi a rendersi responsabili di aggressioni ad agenti e altri carcerati. «A volte, come in questo caso - evidenzia ancora Villa - non sempre riusciamo a salvarli. Questo è dovuto principalmente alla forte carenza di personale di custodia: pochi agenti non possono controllare più sezioni. Ben venga l'innovazione con strumenti

di ultima generazione, ben venga la sorveglianza dinamica ed il controllo attenuato - conclude il sindacalista - ma tutto questo non potrà mai sostituire la presenza costante del poliziotto che garantirebbe un costante monitoraggio e quindi interventi celeri a garanzia della vita umana».

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