Astrofisica, il radiotelescopio sardo in rete con la comunità mondiale

Col nuovo collegamento in fibra ottica finanziato dalla Regione l'impianto di San Basilio diventa tutt'uno con le antenne dell'intero pianeta

CAGLIARI. Da oggi 28 febbraio, i dati del Sardinia Radio Telescope (Srt), la più moderna e tecnologica antenna parabolica d'Europa realizzata a San Basilio, nelle campagne del Campidano di Cagliari, dall'Istituto nazionale di astrofisica in collaborazione con l'Agenzia spaziale italiana, potranno essere a disposizione in tempo reale per la comunità mondiale dell'astrofisica.

Grazie al nuovo collegamento in fibra ottica di 107 km, finanziato dalla Regione Sardegna, e all'altissima capacità garantita dalla rete Garr, il radiotelescopio si avvia verso una nuova fase di ricerca. Il 27 febbraio 2018, è stato infatti possibile testare attraverso la fibra ottica lo strumento in un'osservazione congiunta con la tecnica Vlbi con cui si fanno lavorare assieme antenne sparse per il globo come se fossero un'unica parabola grande quanto la distanza che separa le singole strumentazioni.

Tra qualche settimana verrà effettuata una prova per la correlazione dei dati osservativi in tempo reale. «È un risultato di grande importanza fortemente voluto dalla Giunta guidata da Francesco Pigliaru - sottolinea l'assessore regionale degli Affari Generali Filippo Spanu - con l'intento di rafforzare e migliorare l'operatività del radiotelescopio. Il link in fibra ottica permette alla parabola di essere collegata all'intero sistema internazionale delle reti della ricerca, grazie all'interconnessione della rete Garr con la rete europea Géant. Entro l'estate, il collegamento sarà ulteriormente ampliato arrivando alla capacità di 10 Gbps per garantire il massimo delle prestazioni e dell'accuratezza delle osservazioni».

Come spiega Andrea Orlati, responsabile delle operazioni al Srt per l'Inaf, «l'allaccio alla fibra consentirà soprattutto di sviluppare molte altre applicazioni astronomiche tra cui la possibilità di rendere accessibili i dati a tutta la comunità scientifica mondiale, come già

fanno nei migliori centri di ricerca al mondo».

Per Salvatore Viviano, responsabile del Sardinia Deep Space Antenna (Sdsa) dell'Agenzia spaziale italiana, «il Sdsa sarà prossimamente pienamente operativo nell'ambito del Deep Space Network della Nasa e della rete Estrack dell'Esa

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