Netturbino in tenuta da calcetto tenta di rapinare un cinese: inchiodato da un'impronta

Quartu, l'uomo ha puntato una pistola alla tempia di un commerciante ma questi ha reagito. Gli agenti del commissariato dopo una breve indagine lo hanno denunciato

QUARTU SANT’ELENA. Individuato il rapinatore che il 22 aprile scorso aveva tentato il colpo in un negozio di via Fiume gestito da un cinese, andato male per la dura reazione della vittima nonostante fosse sotto la minaccia di una pistola. Si tratta di un 36enne originario di Cardedu, in Ogliastra, Federico Loi, che dopo un periodo trascorso a Roma dove faceva il netturbino si era negli ultimi mesi trasferito a Quartucciu, nella casa della compagna in località Sant’Isidoro. Ed è lì che gli agenti del commissariato di polizia di Quartu, guidati dal dirigente Fabrizio Selis, lo hanno rintracciato.

Tenta di rapinare il negoziante: ma viene messo in fuga e poi incastrato da un'impronta Quartu Sant'Elena. Un uomo in tenuta da calcetto tenta di rapinare un commerciante puntandogli la pistola alla tempia, ma il negoziante reagisce e il malvivente scappa. Nella breve colluttazione il rapinatore mancato appoggia una mano sul bancone e lascia un'impronta digitale attraverso la quale gli agenti del commissariato di Quartu risalgono a lui e lo denuncianoLEGGI ANCHE Vestito da calcetto tenta una rapina

Per lui, data la trascorsa flagranza, solo una denuncia in stato di libertà per tentata rapina aggravata. Determinante per la sua individuazione il sistema di videosorveglianza del negozio che ha permesso, con le immagini registrate, di individuare i punti precisi in cui il rapinatore, che aveva agito in tenuta da calcetto, a viso parzialmente coperto, ma senza guanti, aveva lasciato le sue impronte digitali. Per gli uomini della Scientifica è stato un gioco rilevarle e confrontarle con il data base della polizia. Poi con le successive indagini, non facili perché il soggetto non aveva una residenza fissa e rintracciabile, gli investigatori sono arrivati alla sua compagna e alla casa in cui abitavano in località Sant’Isidoro. Qui sono stati trovati numerosi elementi che proverebbero inconfutabilmente la responsabilità di Federico Loi, peraltro riconosciuto dal commerciante cinese che aveva tentato di rapinare.

Fra le prove l’auto, una Ford Ka, che il malvivente aveva utilizzato per il colpo e che era stata ripresa dalle telecamere esterne del sistema di videosorveglianza del negozio. Quelle interne invece avevano filmato le fasi all’interno del negozio, compresa la colluttazione fra rapinatore e negoziante.

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