Candidatura Unesco per l'epopea tabarkina

L'ha annunciata il governo tunisino, col sostegno di Italia e Spagna

CARLOFORTE. Lo scorso 5 maggio, a Tabarka il governo tunisino ha annunciato la candidatura dell'epopea tabarchina al patrimonio immateriale dell'umanità Unesco, col sostegno di Italia e Spagna. E' avvenuto durante una giornata organizzata dall'associazione franco tunisina Le Pays Vert, coordinatrice di un progetto ambizioso, che vede coinvolti tre stati e le cinque comunità tabarchine del Mediterraneo, ovvero, insieme a Tabarka, anche Genova - Pegli, Carloforte, Calasetta e Nueva Tabarca - Alicante. Delegazioni istituzionali provenienti da queste comunità, sono convenute nella sala congressi dell'hotel ITropika ed hanno siglato un protocollo di intenti, insieme alla autorità governative tunisine ed agli ambasciatori italiani e spagnoli in Tunisia, per fornire il massimo supporto alla causa, fino al raggiungimento dell'obiettivo auspicato. Compatibilmente ai tempi ed alla procedure dettate dall'Unesco, si punta ad ottenere, nel giro di qualche anno, un riconoscimento internazionale di grande prestigio per la storia dei tabarchini, vecchia di quasi cinque secoli ed ancora attuale, considerando la vitalità e la sopravvivenza di molteplici caratteristiche tipiche del popolo di origine ligure, dalla lingua al folklore, dall'architettura alla gastronomia, soprattutto a Carloforte e Calasetta.

A Tabarka, si sono gettate la basi per una proficua ed intensa collaborazione futura fra istituzioni, enti, associazioni e singoli cittadini, allo scopo di organizzare scambi reciproci, progetti condivisi ed iniziative mirate, che possano ulteriormente collegare territori geograficamente lontani e culturalmente diversi, ma legati da una storia e da interessi comuni, nel nome dell'amicizia e della collaborazione fra popoli mediterranei contemporanei. "L'epopea dei tabarchini rappresenta dialogo, produttività e libero scambio, ma valorizza anche coloro che a Tabarka lavoravano e realizzavano una coabitazione pacifica con cristiani, musulmani, ebrei e ottomani. Tutta la regione ne traeva beneficio. Quando invece c'è stata distruzione, sofferenza e schiavitù, tutti ne hanno pagato il prezzo", ha detto all'ambasciatore italiano in Tunisia Lorenzo Fanara, intervenendo all'incontro internazionale.

"Oggi, con un Mediterraneo diviso, dove ci sono fratture create da jihadisti, estremisti violenti e razzisti, l'epopea dei tabarchini ci può insegnare a colmare questa faglia che si è aperta, per un futuro di pace, dialogo e coabitazione pacifica nel nostro mare", ha precisato Fanara, che in merito alla candidatura ha aggiunto: "L'Unesco significa cultura, la cultura serve ad avvicinare i popoli e quando i popoli si avvicinano, la politica estera fa un buon lavoro. Quindi l'Italia, che ha 53 siti Unesco, è a favore di ogni iniziativa che possa avvicinare i popoli, per cui il Ministero degli Affari Esteri ed il

Ministero delle Attività Culturali stanno studiando attentamente e positivamente la proposta tunisina. Se dovesse essere sostenuta e poi approvata a Parigi, rappresenterebbe un tassello in più per la cultura e la comprensione, cosa di cui abbiamo bisogno in questo momento nel Mediterraneo".

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