Banda dello spaccio sgominata: in cella anche due arzanesi e un cagliaritano

L'operazione "Gran turismo" della polizia distrugge l'organizzazione che aveva un giro d'affari di 7 milioni. Otto in totale gli arresti

CAGLIARI. Erano due fratelli di Arzana e un cagliaritano i capi di un’organizzazione criminale, fra cui albanesi e calabresi, dedita al traffico di droga fra la Lombardia e la Sardegna. Un giro di affari fra i 5 e i 7 milioni di euro in sette mesi di attività, con uno smercio di 25 chilogrammi di cocaina. Le piazze dello spaccio al dettaglio erano quelle dell’Ogliastra e del Sarrabus.

La banda è stata smantellata stamattina 25 maggio dalla squadra mobile della questura di Cagliari diretta dal primo dirigente Marco Basile, che ha operato con la sua sezione criminalità organizzata guidata dal dirigente Davide Carboni nel contesto dell’operazione denominata “Gran Turismo”.

In otto sono stati arrestati, alcuni già in stato di detenzione. La banda era stata messa su dai fratelli Luca e Pino Arzu, di 44 e 59 anni di Arzana, con il coinvolgimento del cagliaritano Massimiliano Coiana (42enne), Giovanni Bretti (40, calabrese residente a Limbiate, provincia di Milano, autotrasportatore, Giovanni Arena (40, anche lui calabrese di Vibo Valenzia , residente nel Comasco) e Armando Ndoja (54, albanese residente a Paderno Dugnano, vicino Milano.

Il gruppo, come ricostruito nelle indagini avviate nel 2015, acquistava i carichi di droga dall'Albania (nell'inchiesta sono coinvolti altri cittadini albanesi attualmente ricercati).

Eroina e cocaina venivano

spedite tramite corrieri dalla Lombardia in Sardegna con autovetture sempre diverse. A riceverla erano i fratelli Arzu , a spedirla Arena e Bretti. Del mercato cagliaritano si occupava Coiana, che la faceva nelle piazze di San Michele, Is Mirrionis e della Marina. (luciano onnis)

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