Lo sfrattano dal pascolo pubblico, s'incatena davanti all'ufficio del sindaco

Villasor, un allevatore di 37 anni chiede di restare nel terreno dove ha fatto migliorìe a sue spese

VILLACIDRO. Si incatena ad una ringhiera del pianerottolo davanti all’ufficio del sindaco per protestare contro il Comune che gli ha dato lo sfratto dai terreni comunali in cui svolgeva da sempre (e prima di lui il padre) la sua attività di allevatore di ovini e di coltivatore. Matteo Pinna, 37 anni, sposato e padre di tre figli tutti piccolissimi, non ha al momento ottenuto risposta.

E’ rimasto per quasi tutta la mattina di oggi 31 maggio nella sua postazione di protesta, è stato anche visto dagli amministratori comunali ma nessuno si è fermato a parlare con lui. Intorno alle 13 ha sciolto le catene e se ne è tornato all’azienda da cui è stato sfrattato e che dovrà lasciare entro il 10 giugno. Il Comune, dopo un bando pubblico, gli ha assegnato un altro terreno, ma l’allevatore non intende andarci.

“Dove sono adesso

ho apportato tante migliorie spendendo un sacco di soldi – dice Matteo Pinna – Dovrei adesso rifare tutto nel nuovo terreno, a partire dalla recinzione e finire con le strutture necessarie in un ovile. Se vogliono che non faccia più il pastore, mi devono dare un posto di lavoro comunale”.

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