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Sette comuni in piazza per difendere l'ospedale San Marcellino

Ottocento persone hanno partecipato alla protesta: "Valorizzando le nostre professionalità si potrebbero abbattere le liste d'attesa"

MURAVERA. Il Sarrabus Gerrei è sceso per l’ennesima volta in piazza per ribadire la netta contrarietà alla riforma della rete ospedaliera che ha declassato l’ospedale San Marcellino di Muravera da presidio di base a stabilimento di zona disagiata depotenziando di fatto i servizi. Alla manifestazione organizzata dalla “rete sarda difesa sanità pubblica e gratuita”, svoltasi nel viale Rinascita, dirimpetto alla struttura ospedaliera, hanno partecipato circa ottocento persone, tra cui gli studenti di tutte le classi della scuola primaria e secondaria di primo grado dell’istituto comprensivo Dante Alighieri di Muravera e una rappresentanza di quelli che frequentano gli istituti di istruzione superiore Luigi Einaudi di Muravera e Giuseppe Dessì di Villaputzu.

In testa i sindaci del territorio e le associazioni di volontariato tra le quali il comitato “salviamo l’ospedale san Marcellino” e “obiettivo sanità Sardegna” coorganizzatori dell’iniziativa. I manifestanti si sono presi per mano e hanno formato una catena che ha “abbracciato”virtualmente e simbolicamente il San Marcellino. Un gesto molto significativo che dimostra l’attaccamento alla struttura sanitaria. Negli anni, ha sottolineato Lidia Todde, presidente del comitato “Salviamo il san Marcellino” il nosocomio di Muravera, punto di riferimento per le popolazioni non solo del Sarrabus Gerrei, bassa Ogliastra e basso Sarcidano ma anche dell’utenza turistica della Sardegna sud orientale, dove lo scorso anno, da Villaputzu a Villasimius si sono registrati, secondo i dati dell’assessorato regionale al turismo, oltre duecentocinquantamila arrivi e più di un milioneseicentomila presenze, sono stati soppressi i reparti di ortopedia, otorinolaringoiatria, ostetricia-ginecologia.

Sono stati tagliati i posti letto, depotenziati il servizio di emergenza urgenza (dal 23 maggio i codici rossi e gialli vengono dirottati a Cagliari), quello di chirurgia generale, nonostante il San Marcellino disponga di un équipe ben affiatata e di primo livello, e quello di radiologia”.

“Dobbiamo evitare che il San Marcellino, diventi una scatola vuota hanno in sintesi affermato i sindaci di Muravera (Marco Falchi), Villaputzu (Sandro Porcu), Escalaplano (Marco Lampis), San Vito (Marco Siddi), gli assessori ai servizi sociali dei comuni di Castiadas (Chantalingrid Magro), Ballao (LucianaConigiu),Stefania Sestu, l’assessore alle attività produttive del comune di Muravera ,Milena Mocco, il capogruppo di minoranza “Muravera migliore”. Applauditissimo l’intervento di Adriele Castello un alunno della classe V della scuola primaria. Gli amministratori sono molto preoccupati. Il depotenziamento del San Marcellino, uno dei valori aggiunti del’offerta turistica del territorio, potrebbe, infatti, avere anche dei contraccolpi anche per l’economia.

“La valorizzazione delle professionalità operanti nel San Marcellino-hanno affermato gli amministratori del territorio- potrebbe abbattere le liste di attesa negli ospedali della provincia, specie in quelli cagliaritani, e far emergere le eccellenze del presidio ospedaliero sarrabese”.Tutti hanno sostenuto che “la riforma sanitaria, basata meramente sui numeri deve essere bloccata. Quella attuale concentra i servizi nelle grandi città e penalizza i territori periferici, isolati, perché continuano ad essere serviti da una rete viaria non all’altezza, che continueranno, di conseguenza, a spopolarsi. Deve essere garantito a tutti, indipendentemente dal luogo di residenza, diritto alla salute e a cure appropriate”.

Intanto l’assessore alla sanità Luigi Arru ha confermato che i piccoli ospedali non verranno chiusi.