Ceramica Mediterranea: «Nessun inquinamento»

Le precisazioni dell'azienda di Guspini

Trattamento irregolare di rifiuti speciali: sequestro alla Ceramica Mediterranea GUSPINI. La Mediterranea Ceramica, attraverso il suo legale, l'avvocato Marco Ferraresi, all'indomani della pubblicazione dell'articolo dal titolo "Trattamento irregolare di rifiuti speciali: sequestro alla Ceramica Mediterranea" tiene a precisare quanto segue.

1) Nessuno "scarto di prodotto esterno" è stato sequestrato presso la Cer-Med , ma invece, molto più normalmente, scarti di produzione propria, destinati alla riutilizzazione nel ciclo produttivo;

2) I rifiuti pericolosi sequestrati sono per la maggior parte in deposito temporaneo ed in attesa di essere smaltiti, come è naturale che avvenga per ogni ciclo di produzione; per la parte restante, sono residui di produzione, anch'essi destinati alla riutilizzazione nel processo produttivo;

3) Tali rifiuti pericolosi non assommano a 5.000 metri cubi: come può leggersi nel verbale di sequestro, tale stima quantitativa si riferisce a scarti di ceramica, mattoni, mattonelle e materiali da costruzione ( sottoposti a trattamento termico CER 101208 rifiuto speciale non pericoloso: quindi, si ripete, rifiuti non pericolosi, anch'essi destinati alla riutilizzazione nel processo produttivo;

4) Nessun provvedimento di sequestro emesso dalla Autorità Giudiziaria è stato notificato alla Ceramica Mediterranea, il che necessariamente significa che il sequestro è stato eseguito di iniziativa dai Carabinieri. Ceramica Mediterranea desidera

precisare che nessun pericolo di inquinamento poteva, né può derivare dal materiale in sequestro, e che essa si adopera da anni per instaurare un ciclo produttivo virtuoso nel quale la gran parte degli scarti produttivi vengano reimpiegati, e così conseguire il minimo impatto ambientale.

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