Concussione, truffa e peculato: ai domiciliari il comandante dei vigili urbani di Portoscuso

Ordine di custodia cautelare per Santino Rivano, l'inchiesta è cominciata nel marzo 2015 da una serie di esposti

PORTOSCUSO. Agli arresti domiciliari il comandante della polizia municipale di Portoscuso, Santino Rivano, di 63 anni, in carica dal 2004. Questa mattina 13 luglio i carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Cagliari, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di applicazione di misura cautelare personale degli arresti domiciliari (emessa il 9 luglio 2018 dal Gip del Tribunale di Cagliari su richiesta del pubblico ministero Lussu della procura della repubblica ), ritenuto, a vario titolo, responsabile di condotte illecite contro la pubblica amministrazione commesse con abuso dei suoi doveri e nello svolgimento dell’incarico.

Il provvedimento scaturisce dagli esiti di un’articolata attività d’indagine condotta di militari del nucleo investigativo dal mese di marzo 2015 al mese di novembre 2017, avviata a seguito di alcuni esposti anonimi provenienti da cittadini del comune di Portoscuso. In particolare l’attività ha consentito di accertare la responsabilità dell’indagato che, abusando dei suoi poteri avrebbe, come riportato nel provvedimento restrittivo del giudice, compiuto sei reati. Avrebbe costretto diversi commercianti del luogo a consegnargli merce di vario genere senza corrisponderne il corrispettivo dovuto (concussione); in concorso con il titolare di un distributore di carburanti, si era procurato un ingiusto profitto superiore a 5mila euro, attraverso il corrispettivo in carburante, aggirando la contabilità dei mezzi di servizio in suo uso (truffa aggravata.

Avrebbe inoltre utilizzato il mezzo di servizio per scopi privati (peculato); omesso di effettuare i previsti controlli ad attività commerciali finalizzati al rilascio delle autorizzazioni, ricevendo in cambio delle utilità (corruzione e falsità ideologica); avrebbe distrutto o disperso contravvenzioni al codice della strada elevate da personale dipendente, per evitare che fossero mandate in pagamento, ricevendo in cambio anche qui delle utilità (distruzione o occultamenti di atti veri).

Infine, in concorso con titolare di società di impianti tecnologici,

che si era aggiudicata un appalto per l’installazione e manutenzione del circuito di video sorveglianza a favore del comune di Portoscuso, si sarebbe appropriato indebitamente di una somma di gran lunga superiore al valore effettivo della fornitura (peculato, turbativa d’asta).(l.on)

TrovaRistorante

a Cagliari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro