Orroli festeggia Tziu Peppinu che tocca il traguardo dei 100 anni

Per volere del vecchietto nessuna grande celebrazione: "Non è il caso, non sono mica un re"

ORROLI. Festa in tono minore, per rispetto della sua volontà, e riservata quasi esclusivamente ai familiari e agli amici più stretti, oggi (mercoledì) ad Orroli, per il centesimo compleanno di Giuseppe Piras, il ventisettesimo orrolese (16 femmine e 11 maschi), ad avere raggiunto l’ambito traguardo del secolo di vita. “Non d’agattu giustu- non esti su casu- non seu miga su rei (Non lo trovo giusto- non è il caso- non sono affatto il re)”- ha detto testualmente ai figli che gli hanno proposto di organizzare una grande festa aperta a tutti” .

Tziu Peppinu, nato ad Orroli il 5 settembre 1918, ha avuto una infanzia serena. Secondogenito dei sette figli di Ignazia Schirru e Efisio (tre dei quali, oltre a lui, sono ancora viventi: Umberto (87), Assuntina (85), Luigi (83). A differenza di molti suoi coetanei ha frequentato la scuola elementare e ha imparato a leggere e scrivere. Successivamente ha dato una mano d’aiuto al padre, pastore, nella conduzione del gregge di pecore, attività che ha svolto sino alla chiamata per l’assolvimento all’obbligo della leva. Ha prestato servizio nell’aeronautica militare. Durante la seconda guerra mondiale è stato richiamato alle armi e ha partecipato alla campagna del Nord d’Africa. Alla conclusione del conflitto ha ripreso a fare il pastore.

“Il 9 febbraio del 1947- racconta tziu Peppinu-, che ha un’ottima memoria, mi sono sposato con Stafanina Anedda, una mia compaesana. A celebrare le nozze è stato il parroco don Patrizio Casula. I testimoni sono stati Giuseppe Anedda e Venanzio Piras. Abbiamo messo al mondo 4 figli: Tonio (70 anni), Maria (67), Anna (64), Marcella (62)”. Il neo centenario all’inizio degli anni cinquanta del secolo scorso ha lavorato alle dipendenze della “Società generale immobiliare di lavori di utilità pubblica ed agricola” (Sogene) la società di Roma che ha costruito la diga sul Mulargia a Monte su Rei ai confini tra i comuni di Orroli e Siurgus Donigala.

Poi ha rilevato un negozio di generi alimentari che ha gestito sino alla prima meta degli anni novanta del secolo scorso. Tziu Peppinu , tranquillo, schivo, metodico, emotivo e talvolta ansioso, soprattutto, quando deve affrontare situazioni nuove, gode di buona salute ed è autosufficiente.

Mangia di tutto moderatamente comprese anche carni grasse accompagnate con un buon bicchiere di vino rosso esclusivamente di proprietà. Dedica molto tempo della giornata alla lettura. Conosce a memoria diversi canti della Divina Commedia, dell’Iliade, dell’Odissea e dell’Eneide. Conosce molto bene la “Grande enciclopedia della Sardegna” scritta dal suo conterraneo Tito Orrù, pubblicata diversi anni fa dalla Nuova Sardegna. Gli piace tenersi informato. Segue giornalmente i telegiornali trasmessi alle ore dei pasti. Il sindaco di Orroli Antonio Orgiana gli ha esternato gli auguri a nome di tutta la cittadinanza e gli donato una targa ricorso e un mazzo di fiori. Tra i primi ad fargli gli auguri è stato il parroco don Sergio Pisano.

Il paese del Sarcidano che conta poco più di 2200 abitanti ha dato i natali a Maria Pisano, una delle prime centenarie certificate della storia della Sardegna, nata nel 1764 e deceduta nel 1870 all’età di 106 anni e Giovanni Frau, soprannominato

il nonnissimo d’Europa, nato il 29 dicembre 1890 e deceduto il 19 giugno 2003 alla veneranda età di oltre 112 anni. Attualmente ad Orroli sono vive altre due ultracentenarie centenarie: Ermelinda Cotza, nata il 17 maggio 2015 e Antonietta Boi nata il 21 settembre 1917. (Gian Carlo Bulla)

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