Furti e rapine nel Sulcis: sgominata la banda

Operazione dei carabinieri: 14 le ordinanze di custodia cautelare

CARBONIA. Sgominata dai carabinieri la banda composita che dal 2016 imperversava nel Sulcis-Iglesiente mettendo a segno furti in attività commerciali e abitazioni. Quattordici ordinanze di misure cautelari restrittive disposte dal gip del tribunale di Cagliari sono state eseguite all’alba di ieri mattina da una task force di militari dell’Arma diretta dal capitano Lucia Dilio, comandante la compagnia di Carbonia, con l’apporto di una squadra dei Cacciatori di Sardegna e delle unità cinofile.

Tre della banda soni finiti in carcere, sei ai domiciliari, per i restanti obblighi di dimora e di firma. Una banda costituita da elementi di nati e residenti a Carbonia, in parte giovani del posto e altri di etnia rom domiciliati nel campo nomadi di Sirai. Gli indigeni sono Nicola Martorana (28 anni), Alessandro Rampanti (40), Jonathan Satta (22), in carcere, Cristian Loddo (30), Alessandro Sulas (33), ai domiciliari, Fabio Cadeddu (29) obbligo di firma. Sarebbero loro, secondo quanto accertato dai carabinieri, gli autori di almeno 18 furti aggravati fra negozi e abitazioni a Carbonia, Iglesias, Sant’Antioco, Villamassargia e Decimomannu.

I colpi prediletti erano quelli nei locali in cui erano presenti videopoker e macchinette cambiamonete (da qui la denominazione “Slot Machine” dell’operazione), ma nelle performance della banda, che agiva componendosi di tre o quattro unità a seconda dei furti da compiere,

ci sono anche rapine ai danni di addetti al ritiro degli incassi delle slot machine e la compravendita di armi clandestine. Nel corso delle perquisizioni sono stati recuperati un fucile a canne mozzate (nel campo rom) e un “jammer”, strumento elettronico per disattivare sistemi d’allarme.

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