Muravera, i 100 anni di tziu Franciscu Loddo

Ha combattuto in Africa ed è stato prigioniero di guerra per 5 anni.  Alla festa erano presenti i suoi 10 nipoti e 2 pronipoti

MURAVERA. Ha combattuto in Africa durante la seconda guerra mondiale. Catturato dagli inglesi ha scontato poco più di cinque anni di prigionia durante i quali, per alcuni mesi, è stato in Africa, a Massa Maluk e Alessandria d’Egitto, due anni in India, a Bombay, in due diversi campi di concentramento e tre anni in Australia, prima ad Adelaide, poi a Livingstone, in due aziende agricole. Ha lavorato alle dipendenze di tre enti regionali: Erlaas (ente regionale per la lotta antianofelica in Sardegna), Etfas (ente per la trasformazione fondiaria ed agraria in Sardegna), Ente foreste della Sardegna.

Francesco Loddo, “uomo speciale, fiero, forte, sensibile a volte severo- come lo definisce Gianni, uno dei cinque figli”, venerdì ha raggiunto l’ambito traguardo del secolo di vita. Quarto dei cinque figli messi al mondo da Virginia Melis e Pietro, un agricoltore (messaiu), ha imparato a leggere e a scrivere correttamente anche se ha frequentato solo la seconda elementare. “Così come alle mie sorelle Ginetta e Delia e ai miei fratelli Giulio e Luigi non mi piaceva andare a scuola - afferma- Feci un grandissimo errore. I miei genitori non condivisero la mia scelta tanto che tutte le volte se ne presentava l’occasione puntualmente mi rinfacciavano e rimproveravano aspramente. Dopo aver abbandonato la scuola mi sono dato da fare per rendermi utile a casa. Ho aiutato mio padre nel lavoro dei campi e quando doveva fare i trasporti, prima con un carro trainato da un giogo di buoi e poi con un carro (su carrettoni) trainato da un cavallo, Conducevo al pascolo una decina di mucche e facevo pertanto “su boinasciu. Quando avevo circa quindici anni sono andato a imparare il mestiere di fabbro (su ferreri” da Giovanni Pisano che divenne, successivamente, il marito di mia sorella Delia. Il mestiere mi piaceva e promettevo bene”.

Francesco Loddo, l’otto aprile del 1939 parte da Muravera per assolvere il servizio militare. Fa il car a Pesaro e poi viene trasferito a Bolzano. Aggregato all’ottantaduesima batteria contraerei partecipa alla campagna d’Africa, in Libia, a Bengasi e Derna. Si distingue per il coraggio e lo sprezzo del pericolo. Viene catturato e fatto prigioniero il 21 novembre 1940 dagli inglesi al confine tra la Cirenaica e L’Egitto dopo aver fatto saltare in aria un carro leggero e ucciso un soldato australiano.

“Sono rientrato a Muravera il 5 novembre del 1945. Il 27 novembre del 1947 mi sono sposato con Elvira Medda, che conoscevo, frequentavo e alla quale tenevo già prima di partire per il servizio militare. Abbiamo messo al mondo cinque figli Nina, Assuntina, Gianni, Valeria e Efisio. Quast’ultimo è morto lo scorso anno”.

Tziu Franciscu è stato un appassionato cacciatore. Ha avuto il porto d’armi per oltre cinquant’anni. E’ stato per diverso tempo il capocaccia di una affiatata compagnia di caccia grossa. Vive in via Verdi, la ex via Carceri. Considerata la veneranda età è sufficientemente autonomo. Da quando è rimasto vedovo (luglio 2016) viene assistito da una badante e dai figli molto premurosi e amorevoli che si alternano. E’ stato un ottimo e ricercato innestatore. Tra le passioni il ciclismo e il calcio. E’ stato un grande tifoso di Coppi, Bartali, Merck, Adorni, Moser, Gimondi, Pantani e di Gigi Riva e del Cagliari. Mangia di tutto con moderazione. Accompagna i pasti con mezzo bicchiere di vino. Condizioni climatiche permettendo fa una breve passeggiata che definisce “salutare”.

Tziu Franciscu, la memoria storica del paese del Sarrabus, ha ringraziato chi gli ha esternato gli auguri. Alla sobria festa di compleanno oltre ai figli, alle nuore e ai generi, hanno partecipato i dieci nipoti, i due pronipoti, parenti e tantissimi amici e conoscenti con in testa il sindaco Marco Falchi e il parroco don Emilio Manca, Francesco Loddo è, a memoria d’uomo, il dodicesimo muraverese che ha raggiunto il secolo di vita.

Prima di lui hanno compiuto cento anni: Giuseppina Fanni (101), Giovanni Demurtas (tziu Giuanniccu) (101), Amedeo Frau (101), Giuseppino Sestu (104), Regina Marceddu (104), Severino Cuccu (102), Severino Lai (102), Bianca

Bianchini (100), Emanuele Murtas (tziu Alicu) (103 e 11 mesi), Elisa Mattana (100), tutti deceduti, e Tzia Maria Murgia, ancora vivente. Compirà 102 anni il 29 maggio. A Dio piacendo, il 27 settembre, un altro Muraverese, Mario Murgia, festeggerà il secolo di vita. (gian carlo bulla)

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