Un mese di ricerche, ma il corpicino della piccola rom non si trova

Perlustrate dai sommozzatori dei vigili del fuoco le acque del Rio Cixerri

CAGLIARI. Per un mese i sommozzatori dei vigili del fuoco e della polizia hanno ispezionato in lungo e largo il rio Cixerri alla ricerca del corpicino di Esperanza, la bimba rom di 22 mesi che sarebbe stata uccisa il 23 dicembre scorso dal padre Slavko Seferovic e poi gettata in un contenitore di plastica nelle acque del rio, ma non hanno trovato quanto cercavano.

A seguito delle dichiarazioni rilasciate dai genitori della piccola, Slavko Seferovic e Dragana Ahemtovic, entrambi 29enni, al gip del tribunale di Cagliari, gli investigatori hanno affidato al nucleo dei sommozzatori della polizia e dei vigili

le ricerche sono andate avanti per un mese fino alla foce dello stagno Santa Gilla, dove uno sbarramento avrebbe ostacolato il transito del contenitore al cui interno sarebbe stato riposto il cadavere della bambina. Tutto invano, il corpicino della bimba continua a non essere trovato. (l.on.)

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