Tangenti, chiusa l'inchiesta: fra i 9 imputati Cappellacci e l'assessora Zedda

L'ex presidente della giunta regionale è accusato di aver approfittato del ruolo per far concedere un finanziamento pubblico a una società che non aveva i requisiti per ottenerlo

CAGLIARI. La Procura di Cagliari ha chiuso l'inchiesta per corruzione, peculato, truffa e bancarotta a carico di nove persone tra cui spiccano il deputato di Fi ed ex governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci, l'assessora regionale in carica Alessandra Zedda, anche lei di Forza Italia, i commercialisti Antonio Tilocca e Piero Sanna Randaccio, colleghi di studio di Cappellacci. In queste ore gli avvocati difensori stanno ricevendo gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari, la notifica che anticipa la richiesta di rinvio a giudizio da parte dei pm Emanuele Secci e Diana Lecca.

Ora i fascicoli sono a disposizione degli indagati che potranno chiedere di essere interrogati o presentare documenti e memorie difensive. Secondo l'accusa, l'ex presidente della Regione, approfittando del proprio ruolo, avrebbe premuto per far concedere attraverso il fondo Zernike un finanziamento pubblico da 750mila euro ad una società priva dei requisiti, ricevendo in cambio una tangente da 80mila euro.

Oltre a Cappellacci, Zedda e i due commercialisti sono indagati anche Flavio Mallus, amministratore della FM Fabbricazioni Metalliche, la società che ha ricevuto il finanziamento; Roberto Bonanni, Carlo Alberto Zualdi, Fabio Sanna e Sergio Vacca. Gli indagati sono accusati, a vario titolo

e ciascuno per le proprie competenze, di corruzione, peculato, truffa, falso in attestazioni e relazioni.

Al momento solo alcuni dei novi indagati hanno ricevuto gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari, ma nel giro di pochi giorni le notifiche arriveranno a tutti.

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