La Sardegna scoperta da Wagner: mostra a Cagliari

La rassegna fotografica è curata dalla Ilisso

CAGLIARI. Ritorna in Sardegna la bella mostra di fotografie di Max Leopold Wagner. Un anno fa, l’ultima volta che gli 80 scatti del linguista e antropologo tedesco erano arrivati nell’isola, era stata ospitata all’Exme di Nuoro. Stavolta invece la mostra “Fotografie della Sardegna di un linguista antropologo, approdano a Cagliari allo spazio Search in largo Carlo Felice 2, proprio sotto il municipio del capoluogo regionale. Un allestimento molto bello e godibile, anche perché in queste giornate di intensa calura, lo spazio ricavato nei sotterranei del Comune rappresenta una piacevole e “fresca” oasi. La mostra è curata da Ilisso edizioni e Isre, istituto superiore regionale etnografico. Ilisso pubblica anche il bel catalogo della mostra (49 euro). Le foto raccolte raccontano tanto della Sardegna fra il 1905 e il 1927 viste attraverso l’obiettivo di uno dei più grandi esperti di linguistica sarda, che trascorse diventi anni nella nostra isola a studiare i dialetti, tanto da riuscire anche a padroneggiarli.

Le ottanta foto sono suddivise in quattro diverse aree tematiche: la donna sarda e il lavoro, l’uomo sardo e il lavoro, la vita quotidiana in Sardegna, i villaggi e città della Sardegna. Immagini di vita quotidiana o di panorami che spaziano dai “piccioccus dei crobi” al porto di Cagliari ai contadini di Mogoro immortalati fra le mura domestiche, dalle case dei pastori a Esterzili, ai lavoratori a Terralba ripresi con il loro caratteristico cappello tramandato sino ai giorni nostri e che sono uno degli elementi più riconoscibili nelle sfilate di costumi che si svolgono in Sardegna, sino ancora ai bastioni di Alghero o alla Fontana del Rosello a Sassari. Un vero e proprio affresco, disegnato da Wagner nei suoi frequenti viaggi attraverso il territorio regionale, compiuti a cavallo o in bicicletta. Uno degli elementi che contraddistinguono le fotografie è che spesso l’autore non si cura di immagini sovra o sottoesposte, fuori fuoco, mosse, danneggiate anche in fase di sviluppo e stampa. L’importante per lui è il valore documentaristico delle immagini che, arrivate ai giorni nostri, lasciano il visitatore quasi senza fiato, difronte alle immagini

dell’isola agli albori del ventesimo secolo. Un mondo che non c’è più ma che continua ad affascinare.

La mostra, che è stata promossa dal servizio cultura e spettacolo del comune di Cagliari è stata inaugurata il 4 luglio e andrà avanti sino al 29 settembre. L’ingresso è libero.

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