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L'incendio di un canneto nella zona umida arriva fino alle case

QUARTU SANT'ELENA. L'incendio nel canneto che costeggia il quartiere quartese dei musicisti si è esteso fino alla strada e ha lambìto anche le prime case sulla sponda dello stagno di Molentargius. Accertamenti sono in corso per stabilire le cause del rogo che ha impegnato i vigili del fuoco per alcune ore. L'incendio è scoppiato tra via Don Giorgi e via Molentargius
(foto di Mario Rosas)

Sgominata banda di rapinatori a Cagliari. Le foto degli arrestati

CAGLIARI. Pedinavano gli obiettivi, quasi sempre titolari o addetti alla raccolta degli incassi di attività commerciali, pianificavano il colpo nel dettaglio e lo mettevano a segno proprio mentre le vittime si apprestavano a versare i soldi in banca. Cinque uomini sono stati arrestati dalla Sezione Antirapine della Squadra mobile nell'ambito dell'operazione «Gin Fizz» che ha consentito di sgominare un gruppo criminale specializzato nelle rapine. In manette, su ordinanza di custodia cautelare, sono finiti Gin Fois, 50 anni, di Cagliari, Roberto Saddi, 37 anni, di Assemini, Gianluca Loddo, 47 anni e Pierpaolo Cabras, 56 anni entrambi di Selargius e Andrea Argiolas, 45 anni, di Cagliari (foto Mario Rosas)

L'ARTICOLO Sgominata banda di rapinatori, stava preparando un nuovo colpo in un supermercato

Porti aperti, restiamo umani: appello per accogliere i 629 migranti della nave Aquarius

Cagliari. Affollata manifestazione in piazza Deffenu per protestare contro la decisione del ministro Salvini di chiudere i porti italiani alla nave Aquarius con 629 migranti tra cui bambini, donne incinte e minori non accompagnati. Il sit in è stato organizzato da Anpi, Arci, Emergency, dagli studenti medi di Eureka e Memoratu, e dagli universitari di Udu-Unica 2.0. Nell'occasione è stata espressa solidarietà al sindaco di Cagliari Massimo Zedda che ha sostenuto la necessità di accogliere i migranti ed è stato attaccato per questo sui social
(foto di Mario Rosas)

Tenendo per mano l'ombra: la fiaba cucita di Maria Lai in scena con gli studenti di via Piceno

Cagliari. La prima emozione sono state le seggiole legate dal filo che la grande artista di Ulassai Maria Lai non avrebbe mancato di stendere se avesse partecipato alla rappresentazione della sua fiaba cucita, un gioiello messo in scena con trasporto dagli studenti dell'Istituto comprensivo Santa Caterina, scuola secondaria di primo grado in via Piceno a Cagliari, sotto la guida degli insegnanti Tiziana Puddu, Carlotta Mattei e Luca Sanna. La performance degli allievi si è mescolata con le letture. "Tenere per mano l'ombra significa non perdersi, comprendere e comprendersi, accettare se stessi e gli altri, condividere, nel rispetto della libertà altrui". "I grovigli di fili diventano ombre... sono le nostre emozioni... sono il nostro carattere... qualcuno non riesce a gestirle e le dà via...ma la vita ce le restituisce... perché la vita dà più di una possibilità e restituisce le paure trasformandole in risorse".
(foto di Mario Rosas)
 

 

 

La Sardegna oltre il mare, viaggio attraverso l'isola in 23 fotografie

Ventitré foto per raccontare una Sardegna lontana dalle spiagge, dove il mare, anche se si vede, non è protagonista. Queste immagini sono state realizzate da Daniela Deidda, cagliaritana innamorata della sua città e dell'isola. Content writer, social media manager e speaker, Daniela ha scoperto la fotografia da bambina, quando ancora si usavano i rullini. Oggi per lei è un piacevole passatempo, che condivide con gli amigi igers (Daniela Deidda su Instagram) (a cura di Federico Spano)

Matrimonio ortodosso a Cagliari: lui in costume sardo e lei con quello tradizionale romeno

CAGLIARI. Alessandro Meloni, cagliaritano di 51 anni e Gina Rotarescu, romena di 43, si sono sposati nella chiesa del Santo Sepolcro a Cagliari con il rito ortodosso. Per la cerimonia lei ha scelto  l'abito tradizionale del suo paese, con il velo prezioso lavorato al telaio tantissimi anni fa dalla nonna. Lui ha voluto invece indossare un costume sardo. La cerimonia è stata officiata da padre Agape, che guida la comunità ortodossa di Cagliari ospitata nella chiesa del Santo Sepolcro, in pieno quartiere della Marina, dove si celebrano anche i riti cattolici. Una cerimonia lunga e suggestiva. Alla fine, come da tradizione ortodossa, il rinfresco per gli ospiti è stato servito all'interno della chiesa stessa. (en.g.)

Lui indiano lei sarda si dicono "sì" ai piedi del nuraghe Arrubiu

ORROLI. Hanno pronunciato il fatidico “sì” ai piedi del nuraghe Arrubiu, il gigante rosso. Gli sposi Dinesh Ram, di nazionalità indiana, ingegnere informatico, e Alessandra Deidda, originaria di San Sperate, architetto, si sono conosciuti nel 2010. Lui lavora in Norvegia, lei in Cina. Il rito civile è stato celebrato dal sindaco di Orroli Antonio Orgiana affiancato da un interprete che ha tradotto in inglese le frasi del cerimoniale. Alla cerimonia hanno partecipato parenti ed amici degli sposi provenienti da diverse parti del mondo (Polonia, Stati Uniti, Svizzera, Norvegia e India). Alcune invitate hanno indossato il “saree”, l’abito tradizionale indiano, uno dei testimoni dello sposo, un giovane norvegese, il costume tradizionale sardo, cosi come altri invitati. È il secondo matrimonio che viene celebrato nella splendida cornice dell’imponente e maestoso monumento pentalobato edificato intorno al 1500 avanti scritto. I primi nell’autunno dello scorso anno sono stati Francesco Mameli, originario di Orroli, e Rebecca Vaughan-Williams, di nazionalità inglese. «Ci siamo adoperati per far sì che tutto procedesse così come programmato» sottolinea Maria Antonietta Leoni, presidente della cooperativa Is Janas che gestisce il sito, visibilmente soddisfatta. In futuro gli sposi contano di stabilirsi in Sardegna. (a cura di Gian Carlo Bulla)

Tra nostalgia e mistero, viaggio nei luoghi abbandonati della Sardegna

SASSARI. Viaggio fotografico nei luoghi abbandonati e misteriosi della Sardegna. Dai villaggi minerari ai luoghi pubblici dimenticati o mai finiti. Questa straordinaria serie di fotografie è stata realizzata da Sonia Trastu ed è stata pubblicata su Instagram sull'account @sony_urbex. «Dopo un periodo di 12 anni vissuti lontano dalla Sardegna, per lavoro, in Emilia-Romagna, ho riscoperto la mia Sardegna, e da qui la passione per la fotografia, dapprima raccolta in un profilo Instagram (@sony_tra) dove racconto la Sardegna che tutti conoscono, e poi sul profilo urbex (@sony_urbex) dove raccolgo le foto della Sardegna abbandonata - spiega Sonia Trastu -. Il progetto è solo quello di riscoprire il territorio. Io sono nata nel Sulcis, zona ricchissima di archeologia mineraria, è da qui che parte la mia passione per l'Urbex. Interi villaggi abbandonati che parlano della storia mineraria, come il villaggio Asproni a Gonnesa. Perle di assoluta bellezza architettonica come "il castello" pozzo San Giorgio, e tutti i pozzi di miniera sparsi per Montevecchio. Luoghi che incantano, che emozionano - conclude Sonia Trastu . Fotografare questi luoghi è un modo per farli tornare a vivere». (I profili di Sonia Trastu su Instagram @sony_tra e @sony_urbex) (a cura di Federico Spano)

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