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SASSARI. Giro di boa per la tournée sarda in dieci tappe degli Uni.Sound, il gruppo protagonista della sedicesima edizione di Gospel Explosion, tradizionale appuntamento natalizio promosso dall'associ...

I Sardi liberi scelgono Pili sarà il candidato presidente

I Sardi liberi scelgono Pili sarà il candidato presidente

di Roberto Petretto ; w; Niente primarie o voti on line: il leader di Sardi Liberi si sceglie e si nomina “per acclamazione”. Mauro Pili sarà il candidato alla presidenza della Regione per un movimento nato dall’incontro di Unidos, ProgRes e Sardisti liberi e appoggiato da altre organizzazioni e associazioni come Nur, Sardi per la zona franca, Movimento zona franca. Un applauso convinto del centinaio di persone che ha partecipato ieri mattina alla Torre aragonese di Ghilarza ha suggellato una scelta che è la naturale evoluzione di una trattativa andata avanti per mesi tra entità molto differenti. Entità che però hanno avuto la capacità di mettere da parte gli elementi di divisione per provare invece a valorizzare gli elementi di condivisione. E così lo slogan che accompagnerà il movimento in campagna elettorale è speculare al noto “pocos, locos y mal unidos” a cui quelli di Sardi Liberi contrappongono un “Medas, sàbios, imparis”. Mauro Pili, 52 anni, ex sindaco di Iglesias, è già stato per due volte presidente della Giunta Regionale: per pochi mesi nel 1999 e poi dall’ottobre del 2001 all’agosto del 2003. Parlamentare di Forza Italia e del Pdl (partito da cui è uscito nel 2013), ha ritentato l’elezione alla massima carica della Regione sarda alle regionali del 2013 con Unidos. Senza successo. Ieri è stato, appunto, “acclamato” candidato di un movimento dalla grande connotazione “identitaria”. «Noi siamo quelli “pro”, non quelli “contro”», ha detto Angelo Carta, ex assessore e consigliere regionale del Psd’Az, espulso a giugno di quest’anno dal partito per aver criticato Matteo Salvini e ora leader del gruppo Sardisti liberi. Per essere il movimento del “pro”, Sardi liberi sin dal suo battesimo qualche “contro” lo ha tirato fuori. Mauro Pili, nel suo discorso di investitura, ha criticato un po’ tutti. Partiti di destra e di sinistra, ma anche gli anti-sistema del Movimento 5Stelle. Ha sparato cannonate verbali contro Tirrenia e il gruppo Onorato, contro Alitalia, contro Abbanoa e contro l’Ats, contro, senza mai citarlo esplicitamente, Paolo Maninchedda e il suo “sovranismo”: «Le Assl sono una fucina di clientele con le agenzie interinali e le chiamate dirette. Sono sovranisti? Siamo seri, il sovranismo è cosa di livello, non è gestire la bottega». Ma il vero “nemico”, se così lo si può definire, del nuovo movimento, è l’interesse nazionale italiano contrapposto a quello sardo: «Non c’è un solo elemento economico dello sviluppo della Sardegna che non sia condizionato dagli interessi dei partiti rispetto alle lobby nazionali. Dai trasporti all’energia, alle bonifiche. C’è un diretto condizionamento da parte delle centrali romane che vogliono controllare la politica sarda e lo fanno sistematicamente», dice Pili alla fine dell’assemblea. Su alcuni temi, secondo il candidato di Sardi liberi, non si potranno avere posizioni equivoche: «La revoca della convenzione con Tirrenia, ad esempio, è un fatto dirimente. Chi è d’accordo e chi è contrario? Questo è un tema fondamentale dello sviluppo della Sardegna. Il centrodestra ha coperto questo, lo ha f

Il leader di Unidos in corsa per la carica di governatore con ex Psd’Az e Progres La prima battaglia: la revoca della convenzione dello Stato con Tirrenia

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