«A Carloforte fondali troppo bassi», la protesta dei comandanti dei traghetti

La situazione dell'insabbiamento del porto è critica e sarebbe necessario un urgente intervento di dragaggio, per garantire le manovre in sicurezza

CARLOFORTE. “La situazione dell'insabbiamento del porto è critica e sarebbe necessario un urgente intervento di dragaggio, per garantire le manovre dei traghetti in sicurezza”. Lo hanno scritto nero su bianco i comandanti dei traghetti Saremar, in una nota inviata alla Guardia Costiera, confermata dagli ormeggiatori locali. In sostanza, i fondali del porto dove operano i traghetti sono sempre meno profondi, al punto che in più di una occasione, le loro chiglie hanno rasentato il fondo, rischiando seriamente di finire in secca e divenire ingovernabili. Vista la precaria situazione, il comandante del porto Ugo Piras, ha firmato un'ordinanza per limitare la navigazione portuale, prestare la massima attenzione nelle manovre, ridurre la velocità a tre nodi, vietare l'uso della vela e l'ormeggio con ancora dentro e fuori il porto, regolare la distanza fra le barche nei pontili ed altre stringenti disposizioni. Discorso identico per l'adiacente darsena porticciolo, insabbiata in più punti, dove le barche (da pesca e da diporto) hanno sempre meno acqua “libera” per avanzare. Ma dal Circomare carlofortino, è partita anche una precisa richiesta alla Regione, “competente a mantenere l'efficienza portuale”, per “effettuare urgentemente una ricognizione dei fondali”, visto che l'ultimo rilievo batimetrico ufficiale risale al 2002. Parlando di dragaggio di competenza regionale, la cronistoria riporta ad inizio 2000, quando non solo erano state stanziate le risorse, ma completati gli interventi propedeutici agli scavi, con rilievi sui fondali di vario tipo, anche all'imboccatura portuale. Poi, la Regione decise di curare direttamente le pratiche dei lavori, dei quali non se ne è mai visto l'inizio. Nel 2006, vennero stanziati ulteriori due milioni e mezzo di euro, per interventi nel porto di Carloforte, saliti a 4 milioni a febbraio, con provvedimento della giunta Cappellacci, relativamente al Piano Sulcis. Tirando le somme, nell'ultima dozzina d'anni si sono fatti molti annunci, prodotti svariati atti e stanziati milioni di euro sulla carta, ma nessun intervento è stato concretamente

avviato. Mentre il problema dei bassi fondali, come era naturale che fosse, si è aggravato, ed ora i traghetti ed altri grossi scafi rischiano di finire in secca, facendosi ulteriori beffe della tanto auspicata continuità territoriale marittima per Carloforte. (Simone Repetto)

TrovaRistorante

a Carbonia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro