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Sei milioni di bimbi morti nel 2015 per malattie prevenibili

L’appello di Actionaid: «Garantire l’accesso universale ai vaccini»

Garantire l’accesso universale ai vaccini può salvare milioni di vite. Nel 2015, quasi sei milioni di bambini sono morti prima di compiere cinque anni: circa 16.000 al giorno, oltre la metà a causa di malattie prevenibili anche grazie ai vaccini. I più sfortunati sono quelli che vivono nell’Africa Subsahariana: la probabilità che non riescano a festeggiare il quinto compleanno è infatti quattordici volte superiore rispetto ai loro coetanei dei Paesi più sviluppati. Alla vigilia della Giornata mondiale della Salute, ActionAid presenta il rapporto “L’Italia e l’Alleanza globale per le vaccinazioni - Verso un nuovo approccio per la partecipazione italiana al Gavi”, per analizzare i successi finora ottenuti e le sfide del prossimo futuro, con particolare attenzione al ruolo che ricopre il nostro paese.

L’Italia sostiene Gavi (Alleanza mondiale per vaccini e immunizzazione) dal 2006 ed è al quarto posto tra i Paesi donatori. Nel 2015, in occasione della conferenza dei donatori tenutasi a Berlino, il nostro Paese si è inoltre impegnato a versare altri 120 milioni di dollari in contributi diretti per il periodo 2016-2020, in aggiunta ai fondi già previsti. Su questo impegno italiano la Fondazione Bill & Melinda Gates ha annunciato un matching – ovvero uno stanziamento legato all’erogazione di risorse da parte di un altro soggetto – di 50 milioni di dollari.

«L’Alleanza globale per le vaccinazioni – dichiara Marco De Ponte, segretario generale di ActionAid Italia – ha permesso di immunizzare negli anni milioni di bambini. È un esempio di partenariato globale tra pubblico e privato che funziona, ma la sua azione può e deve essere migliorata. L’obiettivo è garantire l’accesso universale ai vaccini, perché sono troppi i bambini che perdono ancora la vita per malattie prevenibili. L’Italia, come quarto paese donatore, può giocare un ruolo importante affiancando i paesi partner nel richiedere alle case farmaceutiche vaccini meno costosi e mantenendo l’impegno di stanziare ulteriori fondi per questa causa».

Pur riconoscendo il buon rapporto costo-efficacia degli interventi del Gavi (Alleanza mondiale per vaccini e immunizzazione), gli esperti sottolineano che è necessario migliorare la definizione delle priorità dell’Alleanza nell’assegnazione delle risorse realizzando attività più coerenti con le strategie concordate; rendere più efficace il monitoraggio; rafforzare i sistemi sanitari per sostenere e accompagnare in modo adeguato le attività di immunizzazione. In generale, per rendere più efficace l’azione di Gavi occorre affrontare la salute materno-infantile con un approccio di respiro più ampio, che coinvolga tutte le politiche per lo sviluppo.

Prima ancora di un’assistenza qualificata e di un adeguato accesso a vaccini e farmaci essenziali, ai bambini devono infatti essere assicurati un’adeguata nutrizione e ambienti di vita sani e sicuri. «È proprio in questo campo che l’Italia può far valere la sua esperienza di cooperazione, ispirata da anni al principio che i migliori risultati si ottengono integrando le azioni mirate con il rafforzamento dell’intero sistema sanitario», conclude De Ponte.

In 15 anni di attività, l’Alleanza globale per le vaccinazioni ha registrato diversi successi, contribuendo a raggiungere gli “obiettivi di sviluppo” del Millennio relativi alla salute, in particolare l’obiettivo 4 sulla riduzione della mortalità infantile. Tra il 2000 – anno della sua nascita – e il 2013, Gavi ha assicurato l’immunizzazione di 440 milioni di bambini nelle aree più svantaggiate del mondo, portando la copertura vaccinale dal 70 all’83% nei paesi in cui opera e salvando sette milioni di vite.

Il Gavi ha inoltre contribuito a migliorare lo stoccaggio e la fornitura dei vaccini e a stimolare la ricerca e lo sviluppo di questi ultimi. L’obiettivo di ridurre i prezzi dei vaccini è però ancora lontano e resta aperto il problema della sostenibilità finanziaria. In totale, dalla sua nascita fino al 2034, i

sostenitori di Gavi hanno impegnato 23,5 miliardi di dollari, 12 dei quali effettivamente trasferiti. Al 31 dicembre 2015, avevano contribuito all’Alleanza 24 paesi, la Commissione Europea e diverse organizzazioni private commerciali e filantropiche, mentre erano 77 i paesi beneficiari.

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