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Difendersi dalle punture di vespe e calabroni, ecco il decalogo

Difendersi dalle punture di vespe e calabroni, ecco il decalogo

Almeno mezzo milione di bambini e adolescenti viene punto. C'è pericolo nell'1% dei casi

Chi prenderebbe sul serio i calabroni e le loro punture? Forse chi ama e frequenta la campagna teme di più le vespe e le api. Ebbene, anche se non sempre, le punture di questi piccoli animali vanno prese sul serio, visto che almeno mezzo milione di bambini e adolescenti viene punto e, in pochi casi – circa il 5 per cento – sviluppa una reazione allergica. Per questo medici allergologi e immunologi pediatrici, a congresso, hanno stilato un vero e proprio decalogo per difendersi. Una puntura nella stragrande maggioranza dei casi non provoca nessun problema ma non è sempre così: si va dalle lesioni locali estese con manifestazioni di orticaria diffuse che possono persistere per diversi giorni, a quelle sistemiche a esordio più rapido, che possono coinvolgere oltre al distretto cutaneo quelli gastrico, respiratorio e cardiocircolatorio con vari gradi di gravità. Fino ad arrivare a uno shock anafilattico che mette a rischio la vita del paziente, ma che statisticamente riguarda solo l'1% dei casi.

 Dunque un decalogo degli esperti può essere molto utile, in vista dell’estate che è la stagione più a rischio.

1) Evitare di indossare abiti larghi e di colore nero o molto vivace, preferire il bianco;

2) Evitare di usare profumi, preferire shampo e creme solari inodori;

3) Evitare di camminare scalzi nei prati;

4) Evitare di avvicinarsi a fiori molto profumati o frutta matura;

5) Evitare di lasciare cibi e bevande esposti se si mangia all'aperto, e non bere bibite zuccherate direttamente dalla lattina nella quale gli insetti potrebbero entrare;

6) Fare particolare attenzione se si spostano ceppi perché le vespe nidificano spesso nelle immediate vicinanze;

7) Evitare di viaggiare in auto con i finestrini aperti;

8) Applicare le zanzariere alle finestre;

9) Tenere ben chiuse le pattumiere;

10) Rimanere calmi ed evitare di agitarsi in presenza di imenotteri, ma allontanarsi piano piano.

   «È molto importante distinguere le reazioni allergiche vere e proprie dalle più banali manifestazioni di ipersensibilità cutanea - spiega la presidente della Società Italiana di Immunologia e Allergologia Pediatrica (SIAIP), Marzia Duse -. Non tutte le reazioni irritative sottintendono il rischio di una possibile futura risposta anafilattica, che per fortuna resta un evento raro soprattutto tra bambini».

 «Se però c'è stata una reazione grave occorre seguire l’iter diagnostico e terapeutico - raccomanda Francesco Paravati, direttore dell’unità operativa pediatria di Crotone -. Non basta infatti andare al pronto soccorso e risolvere l'episodio acuto. Questi pazienti dovrebbero essere valutati da un allergologo o da un pediatra allergologo per eseguire una corretta diagnosi che si avvale di test cutanei e/o sierologici, e per mettere in atto tutte le misure di prevenzione e un'appropriata terapia. Quando necessario, occorre dotare il paziente di un kit di emergenza composto da antistaminico, cortisonico e adrenalina auto-iniettabile, e informare i genitori o l'adolescente sulle modalità d'utilizzo».

   E il vaccino? Chi se lo deve fare? «Tutti i bambini e gli adolescenti che hanno avuto una reazione allergica di tipo sistemico - consiglia Paravati - Negli altri casi la scelta va valutata

caso per caso, tenendo anche presente che la qualità di vita del bambino, dell'adolescente e della sua famiglia potrebbe essere insoddisfacente a causa dell'ansia di essere punto. Devono fare il vaccino, inoltre, le categorie a rischio come i figli degli apicoltori e degli agricoltori».

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