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In Italia in questi anni si muore di più, ecco perché

In Italia in questi anni si muore di più, ecco perché

Nel 2015 il nostro Paese è calato di una piccola città. Due i motivi: il calo delle vaccinazioni contro l'influenza durante l’inverno e una lunga estate calda

L’aumento della mortalità e il record negativo degli abitanti in Italia erano dati considerati di relativo interesse e spesso erano relegati alle pagine interne dei giornali. Ebbene le cose stanno cambiando: che cosa è successo alla popolazione italiana nel 2015? Esistono delle spiegazioni sanitarie, oltre quelle inevitabili di carattere economico?

Il presidente dell’autorevole Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi, in un’intervista rilasciata il 10 giugno, ha attribuito questi record negativi, a due fattori precisi: il calo delle vaccinazioni contro l'influenza durante l’inverno e una lunga estate calda.

I dati dell’Istat hanno rivelato che si sono registrati oltre 50 mila morti in più. La popolazione del Paese, insomma, è scesa della consistenza di una piccola città. Ricciardi ha ricordato che, oltre ai due fatti precisi individuati, alla base del fenomeno c’è un insieme di fattori che sono già noti. In particolare ne sono stati accertati due.

Il primo elemento sullo sfondo è la demografia: in un Paese di anziani, come il nostro la frequenza delle morti cresce e questo è assolutamente inevitabile: più si va avanti con l’età più è facile ammalarsi e morire. Eppure il capo dell’Istituto di sanità sottolinea che alcune delle morti, per quanto più probabili, sono evitabili. Quello che è successo nel 2015 è che si è combinata l’alta età media con «la mancata vaccinazione antinfluenzale di tantissimi anziani dopo un falso allarme sugli effetti del vaccino» e poi con un caldo prolungato nella stagione estiva che «sempre negli anziani ha determinato un ulteriore aumento della mortalità».

Esiste, però, un secondo elemento sullo sfondo. Avverte Ricciardi che «non possiamo escludere i danni legati al fatto che l’Italia persevera nell'errore di non investire sulla prevenzione. Il combinato disposto di tutti questi elementi crea necessariamente i morti in più».

Si tratta di «un fenomeno che si può governare - precisa Ricciardi - investendo in prevenzione, riorganizzando i servizi. E, soprattutto, facendo presto. La direzione

che hanno preso Governo e Parlamento in questo senso è utile. Ma bisogna accelerare. Anche per quanto riguarda il caldo, fenomeno che non si può governare, la riorganizzazione dei servizi e la prevenzione possono fare la differenza. Ma serve agire proattivamente», conclude Ricciardi.

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