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L'Opinione

Vaccini e radiazione dei medici. Troppi no senza basi scientifiche

Sono passati due mesi da quando Red Ronnie intervenne alla trasmissione “Virus” su Rai2 dichiarando senza mezzi termini che era demenziale obbligare a vaccinare i bambini. Si discuteva, sotto la guida di Nicola Porro, dell’intenzione manifestata da alcune Regioni, in particolare l’Emilia Romagna, di proibire l’iscrizione agli asili nido pubblici comunali ai bambini non vaccinati. Un’intenzione suffragata dal costante calo della copertura vaccinale con il rischio che tornino a mietere vittime malattie che avevamo dimenticato, come la difterite o addirittura la poliomielite.

E d’altra parte nell’ottobre 2015 aveva fatto scalpore la morte di una bimba di un mese al Sant’Orsola di Bologna per aver contratto la pertosse.

L’obbligo di avere il libretto vaccinale in ordine per l’iscrizione a scuola era stato peraltro ipotizzato nel piano vaccinale messo a punto dal ministro Beatrice Lorenzin, anche in seguito al richiamo recapitato al Ministero della Salute dall’Organizzazione mondiale della Sanità all’inizio del 2015. Lo scorso anno era infatti il termine ultimo fissato dall’OMS per eradicare dall’Europa il morbillo e la rosolia congenita, ma nel nostro Paese la copertura vaccinale non raggiunge l’85 per cento, ben lontano dall’obiettivo del 95 per cento che garantisce la cosiddetta immunità di gregge anche ai non vaccinati.

Al minimo della copertura negli ultimi dieci anni siamo arrivati in conseguenza di una serie di fattori. Che vanno dalla crescente popolarità dei siti “antivaccinisti” ad alcune sentenze di tribunale che hanno accreditato la bufala della relazione causale vaccini/autismo, smentita da migliaia di studi ed esposta soltanto dalla pubblicazione di Andrew Wakefield sulla rivista “Lancet”, ormai quasi vent’anni fa. Quell’articolo, che pretendeva di dimostrare che il vaccino trivalente provoca l’autismo, era in realtà il risultato di una frode scientifica. Fu ritirato dalla rivista e il suo autore radiato dall’ordine dei medici britannico. Ma la leggenda metropolitana ha continuato a circolare, facendo breccia, purtroppo e inspiegabilmente, anche tra i medici.

Così oggi ci ritroviamo con alcuni medici che sconsigliano ai genitori di vaccinare i bambini, a volte anche in relazione alle vaccinazioni obbligatorie, senza alcuna ragione scientifica a sostegno. E finalmente, è il caso di dire, l’Ordine dei medici ha deciso di esprimersi ufficialmente, richiamando i suoi iscritti alla deontologia professionale. Perché i vaccini sono la misura preventiva più efficace nella storia della salute umana, e sconsigliarne la somministrazione è un atto irresponsabile nei confronti dei singoli soggetti e della intera collettività.

Quella delle Federazione è una presa di posizione importante, perché mette ufficialmente chiarezza in una situazione che stava

diventando troppo confusa. Soprattutto se sarà accompagnata da un lavoro di comunicazione e sensibilizzazione nei confronti sia dei medici sia dei cittadini per riportare consapevolezza su un tema così delicato. Perché ne va della salute dei nostri figli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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