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Meningite, il ministero della Salute: «Non c'è emergenza», ma è psicosi

La psicosi meningite non si ferma, migliaia di chiamate alle Asl per la vaccinazione. Ma il ministero e quattro società scientifiche spiegano che non c'è motivo per una corsa indiscriminata al vaccino

ROMA. Non accenna a placarsi la psicosi meningite, migliaia di persone chiamano le Asl per prenotare la vaccinazione anti meningite ma, spiegano dal ministero della Salute e da quattro società scientifiche, non esiste motivo per una corsa indiscriminata al vaccino, soprattutto fra le persone che non sono a rischio. Così come, hanno accertato gli esperti di un tavolo tecnico ministeriale, non ci sono problemi di carenza degli stock vaccinali. A tentare di tranquillizzare la popolazione allarmata, dopo i numerosi appelli dei giorni scorsi, sono quattro grandi categorie mediche, la Società Italiana di Igiene e Medicina Preventiva (SItI), la Società Italiana di Pediatria (SIP), la Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (FIMMG) e la Federazione Italiana dei Medici Pediatri (FIMP).

Meningite: cosa è, come si trasmette, come si combatte L'ultimo caso alla Statale di Milano con la morte di una studentessa, la seconda a distanza di quattro mesi. Ecco quali sono le forme più comuni e più pericolose di meningite, i sintomi da riconoscere, i vaccini da fare (a cura di Cinzia Lucchelli)

Affermano che la situazione epidemiologica «è nel nostro Paese in linea con la consueta incidenza della malattia, tranne che per la Regione Toscana dove le autorità sanitarie hanno intrapreso interventi straordinari di prevenzione ». Ribadiscono la necessità di aderire alle normali campagne di immunizzazione previste dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale rivolte a bambini e ad adolescenti che rappresentano le categorie più a rischio, «mentre per gli adulti va evitato un indiscriminato ricorso ai centri vaccinali, ma vanno seguite le indicazioni delle strutture sanitarie locali e vanno eventualmente effettuate valutazioni caso per caso con il proprio medico di fiducia in funzione di particolari esposizioni».

Grande paura meningite, l'esperto: "Virale o batterica, ecco come difendersi" I recenti casi in Toscana e Lazio hanno fatto scattare una sorta di psicosi da "meningite". Ma sotto questo ombrello sono raccolte infezioni di origine batterica (tra queste l'escherichia coli che ha colpito la maestra di Roma a Natale) e virale. Quando ci sono rischi per la vita e quali vaccini possono fare oggi bambini, adolescenti e adulti? Risponde il dottor Fabrizio Pregliasco, virolgo e immunologo in forza al Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell'Università di Milano intervista di Giulia Santerinimontaggio Francis D'Costa

Secondo la Regione Lazio, non solo nella regione non c'è una emergenza meningite, ma l'incidenza della meningococcica nel 2016 è stata addirittura inferiore al 2015, con 19 casi rispetto a 25. Nel Lazio, fanno però sapere, sono disponibili oltre 15 mila vaccini e da martedì prossimo se ne aggiungeranno altre 8 mila dosi. In Toscana, invece, già nelle prossime ore arriveranno altre 5.000 dosi, nel Livornese. La psicosi collettiva riguarda soprattutto la meningite da meningococco ma a confronto, la meningite da pneumococco colpisce un numero più elevato di persone, soprattutto nella popolazione anziana, sottolinea HappyAgeing, l'alleanza italiana per l'invecchiamento attivo, che fa un appello alle regioni per la piena attuazione del Piano Vaccinale previsto nei nuovi LEA (Livelli essenziali di assistenza).

Fra gli ultimi casi, martedì 3 gennaio è stato ricoverato in condizioni molto critiche all'ospedale di Ravenna un uomo di 40 anni, colpito da meningococco di tipo y, il cui sierotipo è uno dei quattro contenuti nel vaccino in uso. I familiari sono stati sottoposti a profilassi. Le sue condizioni sono stabili. E a Treviso è in terapia intensiva all'ospedale Ca' Foncello un 47enne affetto da meningite da meningococco . A Napoli, una ragazza di 13 anni è stata ricoverata all'ospedale Cotugno perché affetta da meningite ma non da meningococco e le sue condizioni, come si apprende da fonti ospedaliere, non destano preoccupazioni. Anche la donna di 70 ricoverata a Palermo, primo caso del 2017 di meningite della regione, è affetta da pneumococco. Mentre il senegalese ricoverato ieri in gravi condizioni a Barletta, primo caso pugliese, è stabile.

Nonostante le rassicurazioni e la forza dei numeri di questi casi, l'attenzione rimane altissima e come riferiscono i pediatri napoletani, molte mamme acquistano in farmacia il vaccino per poi farlo somministrare negli studi medici. All'Azienda per la tutela della salute (ATS) di Milano, in attesa che dal 10 gennaio entrino nel vivo le nuove disposizioni regionali, tanti cittadini chiedono ogni giorno informazioni e chiarimenti, quasi 400 al giorno, «numeri davvero da record» secondo la stessa ATS.

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