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“Vaccinarsi è come allacciare la cintura di sicurezza"

L'Ordine dei Medici di Milano contro i dottori critici sui vaccini

"Penso che sia compito, un dovere morale, dell'Ordine dei medici, indagare". L’immunologo Alberto Mantovani, direttore scientifico della Humanitas University, non usa mezzi termini: i dottori che insinuano dubbi sull’utilità dei vaccini non fanno il proprio dovere. "E’ un po’ come un medico che fuma, dà il cattivo esempio. Questa è la cosa che mi preoccupa di più", aggiunge.

A poche ore dal raggiungimento dell’accordo storico tra lo Stato e le Regioni sulla obbligatorietà delle vaccinazioni in nidi e materne, il dottor Dario Miedico, da anni in prima linea nelle campagne per la richieste della "libertà di vaccinazione", è stato convocato dall'Ordine dei medici di Milano per fornire spiegazioni in merito la propria posizione.

La convocazione, avvenuta a margine dell'inaugurazione dell'anno accademico 2016/17 della Humanitas University, è scattata dopo che l'ente, che rappresenta 25mila camici bianchi tra Milano e provincia, ha ricevuto moltissime segnalazioni in merito ad alcuni video pubblicati online nei quali il dottore – che ora, in base a quanto stabilito l'anno scorso dalla Federazione nazionale dell'ordine dei medici, rischia la radiazione - esponeva i vantaggi, ma soprattutto gli svantaggi, delle vaccinazioni.

"Ma non è vero che sono contro le vaccinazioni – precisa Miedico - Sono critico rispetto alle modalità attuali con le quali vengono praticate le vaccinazioni, a cominciare dall'obbligatorietà di legge. Non vaccinato non significa automaticamente malato, perché anche il bimbo vaccinato può essere inconsapevolmente un portatore sano". Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità "i vaccini salvano 2,5 milioni di vite all'anno".

Nonostante i dati evidenzino l’utilità di questo strumento di prevenzione, le coperture vaccinali pediatriche in Italia sono in calo e, secondo quanto diffuso dal Ministero della Salute, la copertura media per le vaccinazioni contro poliomielite, tetano, difterite, epatite B, pertosse ed Haemophilus influenzae si è arrestata al 93,4% (rispetto al 94,7% nel 2014 o al 95,7% nel 2013), mentre quella per morbillo e rosolia è scesa addirittura dal 90,4% nel 2013 all’85,3% nel 2015. “Il calo delle coperture vaccinali nel nostro Paese – spiega Susanna Esposito, professore ordinario di pediatria dell’Università degli studi di Perugia e presidente di WAidid, Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici – è un dato allarmante, ma i genitori “no-vax” sono per fortuna una minoranza, mentre sono in aumento quelli incerti, rispetto ai quali dobbiamo adoprarci per diffondere la cultura del vaccino con tutti i mezzi a disposizione. Da questo punto di vista, l’obbligatorietà negli asili è una cosa positiva, perché da queste famiglie viene vista come una deresponsabilizzazione, e quindi con sollievo”. I vaccini, spiega Esposito, hanno cambiato la storia della pediatria, nel senso che la riduzione della mortalità infantile (cioè nel primo anno di vita)

e pediatrica è diminuita proprio grazie al calo delle patologie infettive seguito alle vaccinazioni di massa. “Eppure, sembra che molti si siano già dimenticati di questi passi in avanti. E il rischio è il ritorno di infezioni pericolose per loro e per l’intera comunità”, conclude Esposito.

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