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Aumentano i casi di morbillo in Italia. Rischio anche per altre malattie

I medici: «Noi untori di Europa. Ci aspettiamo un caso di poliomielite o di difterite da un momento all'altro». Ministero e Regioni stanno valutando il ripristino dell'obbligo di vaccinazione per i bambini che si iscrivono ai nidi o alle materne come possibile provvedimento per arginare la situazione

Preoccupa l'aumento di focolai di morbillo in Italia. I casi dall'inizio del 2017 sono stati il 230% in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Nei primi mesi dell'anno sono stati segnalati più di 700 casi, quasi quanti quelli, 844, registrati in tutto il 2016. L'incremento si riconduce alla presenza di sacche di popolazione non vaccinate.

Aumento casi di morbillo. Giovanni Rezza (Iss): «Malattia da non sottovalutare» «Il piano di eliminazione del morbillo dall'Europa è stato disatteso - dice Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità-: si prevedeva di debellarlo nel 2015 e invece ci troviamo di fronte a una nuova ondata epidemica». Il recente aumento dei casi (triplicati ad inizio anno rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso) è da attribuire all'alta contagiosità della malattia unita al calo della copertura vaccinale (scesa all'85% rispetto all'auspicato 95%). «Non è mai una malattia banale; oggi colpisce persone più grandi, adolescenti e giovani adulti, e può dare complicanze. Se possibile va evitata» (di Cinzia Lucchelli)

Sull'importante ruolo dei vaccini torna il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: «L'unica arma che abbiamo contro malattie gravi come il morbillo sono i vaccini: basta con le bufale. Non c'è nessuna correlazione tra vaccini e autismo». «Dobbiamo lavorare - ha aggiunto il ministro - a una grande campagna di comunicazione per sensibilizzare i pediatri e le famiglie. Registriamo un abbandono delle vaccinazioni, a volte molto sotto il livello del 95%, fermo anche al 60%, che se è comprensibile dal punto di vista dei genitori non lo è dal punto di vista scientifico. Io, da madre, faccio appello a tutte le famiglie perchè facciano i vaccini. Non c'è nulla da temere. È necessario ricordare a tutti che il morbillo è una malattia grave, non solo per i bambini ma anche per gli adulti. È un male sotto osservazione dall' Oms e si sono registrate epidemie in Germania e Romania».

Boom morbillo, il virologo: "Una malattia pericolosissima, bimbi non vaccinati untori per i più grandi" Il dottor Fabrizio Pregliasco, virolgo presso l’Università di Milano, analizza il calo di vaccinazioni e l’impennata di casi di morbillo che si registrano nei primi tre mesi del 2017 in Italia (oltre 700 casi, 230%). L’esperto spiega perché questa malattia che sembrava debellata è ancora molto pericolosa e perché sono più esposti gli individui tra i 15 e i 39 anni. Infine dà i dettagli sugli studi che smentiscono voci su presunti gravi effetti collaterali della vaccinazione Intervista di Giulia Santerini

L'Italia rischia di distinguersi negativamente in Europa. «Molti Paesi si sono dichiarati "morbillo free", non vorrei che l'Italia, in un futuro non troppo lontano, possa essere additata come untore d'Europa per malattie scomparse altrove grazie ai vaccini», ha detto il segretario nazionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti. «I dati sono allarmanti. La situazione non può essere sottovalutata. Bisogna agire al più presto», combattere con forza contro i falsi miti e le informazioni sbagliate che alimentano le paure nei confronti delle vaccinazioni».

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Il calo delle vaccinazioni, temono i medici, potrebbe riportare malattie che si pensavano non più presenti tra la popolazione. «Come medici prima ancora che come Ordine siamo seriamente preoccupati: ci aspettiamo un caso di poliomielite o di difterite da un momento all’altro», fa sapere il Comitato Centrale della Fnomceo, Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri.

Morbillo, pertosse, polio: malattie che ritornano Non solo morbillo (casi aumentati del 230% nei primi mesi del 2017). Anche altre malattie, per il calo delle vaccinazioni, rischiano di ritornare. Malattie quasi eradicate e per questo finite nel dimenticatoio delle paure dei genitori (a cura di Cinzia Lucchelli)

«Impossibile non correlare questo aumento abnorme con il calo delle coperture vaccinali, in gran parte dovuto al numero crescente di genitori che rifiutano, contro le evidenze scientifiche consolidate, di vaccinare i loro figli, mettendo a rischio non solo quei bambini, ma i loro compagni di asilo, di scuola, di giochi, i parenti anche adulti e tutta la popolazione». «Anche noi medici dobbiamo farci un serio esame di coscienza: ogni volta che, senza una valida controindicazione, sconsigliamo la vaccinazione, anche solo non dando noi per primi l’esempio, e ancor più quando sistematicamente svalutiamo questa pratica, giocando sulle paure e sulle emozioni che sono naturali per qualsiasi genitore, commettiamo infrazione deontologica. E non perchè lo abbiamo affermato noi come Fnomceo, con il Documento approvato a luglio dal Consiglio Nazionale. Commettiamo infrazione perchè andiamo contro le evidenze scientifiche, abiuriamo alla nostra professione e alla nostra coscienza, mettendo a rischio migliaia di vite». L'appello: «Ci rivolgiamo quindi a tutti i genitori, a tutti i cittadini: è con loro che vogliamo e dobbiamo ricostruire un’alleanza a tutela della salute di tutti. Noi siamo a disposizione: singolarmente, per un consiglio, prima ancora che per la prestazione sanitaria; come istituzione, per gestire correttamente il sovraccarico di informazioni fuorvianti, distorte, illusorie o in mala fede».

Un possibile provvedimento che potrebbe aiutare ad arginare la situazione è il ripristino dell'obbligo di vaccinazione per i bambini che si iscrivono ai nidi o alle materne, un tema allo studio da parte di Ministero e Regioni su cui qualche ente locale, come l'Emilia Romagna, sta intanto procedendo. «In un mondo ideale l'obbligo non servirebbe - commenta Susanna Esposito, che ha presieduto la commissione Oms su rosolia e morbillo - ma penso che come soluzione temporanea sia invece una strategia per arginare la situazione. Imporre a chi iscrive i figli al nido o alla materna almeno i vaccini obbligatori fa sì che i genitori prendano coscienza anche dell'opportunità di fare quelli raccomandati, li scarica dalla responsabilità di scegliere, e nel contempo aumenta la consapevolezza sulla sicurezza delle vaccinazioni».

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