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Treviso, infermiera fingeva di vaccinare i bambini

Simulava le iniezioni e gettava via le fiale. Denunciata dai colleghi. L'Asl costretta a richiamare 500 pazienti

Treviso, l'infermiera fingeva di vaccinare i bimbi. Il direttore sanitario Benazzi: "L'abbiamo allontanata" L'intervista al direttore sanitario della Ulss2 di Treviso, Francesco Benazzi, sul caso dell'infermiera che da gennaio a giugno 2016 ha finto di somministrare il vaccino a circa 500 bambini, ma in realtà gettava via la fialetta registrando l'avvenuta profilassi: "Io la chiamo l'assistente infedele! Ha tradito i valori etici. Se ne sono accorte le colleghe perché i bambini non piangevano e rimaneva del liquido all'interno dei contenitori delle siringhe". L'infermiera è stata allontanata. I bambini saranno richiamati a scaglioni per somministrare il vaccino. (intervista di Antonio Iovane, Radio Capital) L'ARTICOLO

TREVISO. Fingeva di sottoporre i bambini alle vaccinazioni, registrava la prestazione, e buttava via le fiale non utilizzate. Il sospetto è venuto alle sue stesse colleghe infermiere, perché molti dei piccoli non versavano una lacrima durante le iniezioni (che in effetti erano finte). Nel pieno della polemica sui vaccini in Italia, arriva da Treviso una vicenda surreale.

Ai dirigenti dell’Asl che l’hanno sentita nell’indagine interna, l’infermiera, già trasferita ad altro incarico, ha preferito (forse per strategia difensiva) non dare alcuna spiegazione. L’Asl 2 trevigiana ha ottenuto elementi sufficienti per ritenere che la donna «non abbia eseguito tutte le vaccinazioni che doveva fare», e ha avviato una campagna di richiamo. Sono stati contattati per lettera tutti i pazienti che potrebbero essere senza protezione: 500 persone, tra adulti e bambini.

«È un fatto talmente increscioso che ha dell’incredibile - ha detto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin -. Ritengo che sia stato fatto un danno enorme a questi bambini, che adesso dovranno fare i vaccini, e che comunque sono stati sottoposti a rischio». I primi sospetti per quelle vaccinazioni senza pianti erano sorti nel giugno 2016. La donna era giunta da poco a Treviso. La direzione dell’azienda sanitaria era stata avvisata dagli operatori dell’ambulatorio e aveva denunciato il fatto ai carabinieri del Nas e alla procura. L’infermiera aveva vaccinato solo per tre mesi, poi era stata trasferita ad altro incarico. Nei primi giorni dello scorso marzo, il giudice del tribunale di Treviso, su richiesta del magistrato, aveva archiviato il caso, «in assenza di ulteriori elementi a carico».

L'azienda sanitaria a quel punto ha avviato le proprie indagini e ha richiamato per accertamenti sierologici alcuni pazienti campione. È emerso che molti dei bambini vaccinati dall’infermiera non avevano sviluppato gli anticorpi. È partita così una nuova denuncia alla procura. L’Asl ha contattato tutti i pazienti interessati, per completare la profilassi. Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha chiesto che, se saranno accertate le responsabilità, vi sia «tolleranza zero». «Faremo tutte le valutazioni e gli approfonditi accertamenti - ha detto il direttore generale dell’Asl, Francesco Benazzi - e arriveremo ad applicare una sanzione che potrebbe anche essere, come limite estremo, il licenziamento». Il procuratore di Treviso, Michele Dalla Costa, ha spiegato che sarà verificata la consistenza dei nuovi indizi trasmessi dalle autorità sanitarie.

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