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Treviso. Radiato dall’albo medico anti-vaccini

È il primo caso in Italia.  La difesa: «Condannato per le idee». Il ministro Lorenzin: «È ora di assumere posizioni chiare»

TREVISO. La notizia arriva con un tweet del presidente dell’Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi: l’Ordine di Treviso ha radiato il cardiologo Roberto Gava, già noto per le sue posizioni anti-vaccini ed aperto alle medicine alternative. Ed è il primo caso in Italia, dopo la dura presa di posizione da parte della Federazione nazionale degli Ordini dei medici dello scorso luglio contro le posizioni «antiscientifiche» e “anti-vax”. Ribadisce l’importanza delle vaccinazioni il ministro della Salute Beatrice Lorenzin: «È un momento in cui è necessario assumere delle posizioni chiare. La vaccinazione è l’arma di prevenzione più efficace e questo lo dice la scienza». Tuttavia, precisa, «non entro nel merito del caso specifico perché c’è un principio che bisogna rispettare ed è quello che consegna agli ordini professionali la totale autonomia in merito ai procedimenti e alle sanzioni disciplinari nei confronti degli iscritti».

«Grazie a Ordine medici Treviso per aver radiato primo medico per il suo comportamento non etico e antiscientifico nei confronti dei vaccini», ha scritto su Twitter Ricciardi. La decisione dell’Ordine di Treviso, ha poi spiegato, è «un passaggio importantissimo, che deve essere un segnale per tutti i medici che non si comportano secondo la deontologia. In tutti i paesi del mondo seri si agisce così, visti i danni che queste posizioni possono provocare la radiazione è una misura più che giustificata. In Italia stiamo vedendo gli effetti delle campagne contro i vaccini, con i tassi di copertura che sono crollati».

Meno di un anno fa la Fnomceo aveva preannunciato sanzioni fino alla radiazione per i medici con posizioni antiscientifiche rispetto ai vaccini e sarebbero almeno altri due i procedimenti disciplinari aperti. Ma le posizioni anti-vax dilagano soprattutto nella Rete. E dura è stata la reazione degli avvocati di Gava che, su Fb, scrivono: «Il dottor Gava è stato condannato soltanto per le sue idee, idee ben fondate sull’esigenza di personalizzazione di ogni vaccinazione per prevenire i gravi pericoli e i vari danni da vaccino ai singoli pazienti, contro la vaccinazione indiscriminata di massa».

Intanto davanti al Consiglio di Stato si ferma anche davanti al Consiglio di Stato la richiesta di due

famiglie di Trieste contro il Comune, che a novembre ha introdotto l'obbligatorietà della vaccinazione per l'inserimento nelle graduatorie dei nidi e delle scuole d'infanzia. I supremi giudici amministrativi hanno dichiarato coerente con la legge la delibera comunale del capoluogo friulano.

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